Rango, un paese da salvare per l’uomo e per la storia. Su questo indirizzo intende operare, con le sue proposte, il piano regolatore del Bleggio Superiore di recente approvato dalla Giunta provinciale. L’elaborato estende le proprie indicazioni sull’intero territorio comunale, ma fissa alcune direttrici, riteniamo nuove e importantissime, proprio per il futuro di Rango.


Un centro che ha notevoli documentazioni dell’architettura passata e che per il suo valore storico e culturale vale proprio la pena tutelare; ma imponendo però una disciplina che non precluda l’avviarsi di uno sviluppo economico oggi altrimenti depresso e represso.


In fede a tale orientamento, il programma di fabbricazione del Bleggio Superiore, propone quindi di trasformare Rango in un paese-albergo per dare ai suoi abitanti una fonte di guadagno in un particolare settore del turismo, quello del turismo a carattere familiare capace di recepire anche i riflessi economici derivanti dalla prevista ristrutturazione del centro termale di Comano.


«Qualsiasi sviluppo della zona di Bleggio, in tempi il più possibile brevi - ha detto il sindaco dott. Sergio Luchesa - è collegata a una necessità di interventi massicci. Attualmente la possibilità più reale e attuabile è stata individuata nel paese di Rango previsto dal piano di fabbricazione all’interno del parco attrezzato del Duron».


Questa la proposta: esistono a Rango moltissime stanze vuote, cantine, solai, fienili abbandonati o non più utilizzati; si tratterebbe di sistemare tutti questi ambienti, recuperare nuovo spazio dove è possibile nei sottotetti e organizzare così un «sistema» di locali, appartamenti, sale di ritrovo e ristorante, che possano essere affittati a turisti e che in pratica costituiscano una specie di albergo organizzato in tutto il paese.


Concretamente è stata prospettata la costituzione di una società per azioni o una cooperativa avente come azionista o socio ogni proprietario di edifici che metta a disposizione dell’ente (di cui egli stesso farà parte) quegli ambienti, stanze, scantinati e sottotetti che altrimenti non utilizzerebbe e che allo stato attuale stanno andando in rovina e sono improduttivi.


Una società dovrebbe gestire tutto il complesso e chi ne farà parte dovrà impegnarsi per un certo numero di anni a lasciare a disposizione della società stessa la parte di spazio con cui figura azionista. Trascorso il periodo concordato, i primi proprietari potranno ritornare in possesso delle loro parti oppure continuare nella società nel frattempo consolidatasi.


Lo scopo è di creare non un albergo tradizionale, bensì un paese-albergo in cui, assieme ai turisti continuino a vivere gli abitanti del paese, i quali troverebbero così il modo, pur proseguendo nelle loro attività tradizionali, di vendere direttamente i prodotti agricoli, di lavorare, uomini e donne, in tutti i settori richiesti da un complesso alberghiero organizzato in tal modo.