TRENTO. Regole, opportunità e responsabilità nella gestione della manodopera agricola. Se n’è parlato oggi pomeriggio, 5 novembre, a Trento nel seminario sullo scambio di manodopera e sulla Ganzega. L’incontro è stato promosso dagli Agricoltori Italiani del Trentino Alto Adige Südtirol insieme alle Camere degli avvocati civilisti e tributaristi.

A luglio la Camera di Commercio di Trento ha inserito la Ganzega e l’aiuto di soccorso tra gli usi e le consuetudini locali. «Ora serve chiarezza sulla sua applicazione concreta, perché queste consuetudini restino genuine e coerenti con il loro spirito originario», ha detto la presidente dell’associazione Mara Baldo.

Le condizioni le ha spiegate Giuliana Cristoforetti, dirigente del Servizio Lavoro della Provincia. L’aiuto deve essere spontaneo, gratuito, occasionale e senza subordinazione. «Il pasto e il momento conviviale hanno un valore simbolico e comunitario, non sono il corrispettivo della prestazione». Quando l’aiuto diventa uno scambio reciproco tra piccoli imprenditori agricoli, valgono invece le regole dello scambio di manodopera. Agenzia del Lavoro ne seguirà l’utilizzo con un apposito sistema di monitoraggio.

Spazio poi ai profili legali. L’avvocato Marco Sartori si è concentrato sugli appalti: «Un appalto è genuino quando l’appaltatore organizza davvero mezzi e persone e si assume il rischio d’impresa; quando si limita a fornire braccia, il contratto cambia natura». L’avvocato Carlito Di Dionisio ha trattato il rischio fiscale.

L’avvocato Marco Vernillo ha ricostruito un caso di caporalato nella raccolta dell’uva, concluso nel 2023 con la condanna dell’intermediario e l’assoluzione dell’imprenditore. Il suo consiglio alle aziende è verificare prima l’appaltatore, che sia in regola con il pagamento dei contributi ai lavoratori, e il prezzo pagato per la manodopera. Durante il lavoro, poi, non vanno ignorati i segnali di sfruttamento.