TRENTO. Per la raccolta funghi, in Trentino il limite giornaliero a persona passa da 2 a 3 chilogrammi. Il via libera all'emendamento, presentato dal consigliere provinciale della Lega Roberto Paccher, che in realtà aveva chiesto di innalzare il limite a quattro chili, è arrivato nella serata di venerdì, nel corso della seduta che ha portato all'approvazione dell'assestamento di bilancio della Provincia. La novità entrerà in vigore con la prossima modifica del regolamento.

Nel frattempo superare i 2 kg è possibile solo se un solo fungo supera il peso. Per il presidente del Gruppo micologico «Bresadola» Marco Donini l'aumento da 2 a 3 chili non comporta problemi anche perché negli anni, complice la presenza dell'orso in molte valli del Trentino, anche il numero dei fungaioli è diminuito e le loro abitudini sono cambiate.

«Oggi prima dell'alba non si addentra più nessuno nel bosco e comunque molti hanno anche paura». Tornando al quantitativo, Donini fa presente che 3 chili è il quantitativo previsto dalla legge quadro nazionale. «Poiché c'è chi, come l'Alto Adige, ha stabilito il limite di 1 chilo o la Sicilia che ha alzato il limite a 4. In ogni caso con 3 chili siamo nella legalità. Forse con i 3 chili si invoglieranno maggiormente i turisti a chiedere i permessi».

Dunque per i più coraggiosi o per coloro che frequentano valli dove l'orso non c'è, la notizia dell'aumento è sicuramente positiva soprattutto alla luce del fatto che questa stagione potrebbe consentire buoni bottini.

«La pioggia caduta negli ultimi dieci giorni, il sole e l'assenza di vento sono tutte condizioni ottimali per la crescita dei funghi. Se rimane questa umidità sicuramente arriveranno. «Molti hanno già trovato porcini anche a quote elevate, sui 1.600 metri, mentre rispetto allo scorso anno sembra diminuita la quantità di finferli», dice Donini.

Sui social le fotografie di cesti e ritrovamenti si moltiplicano, alimentando l'idea di un'annata che potrebbe rivelarsi ricca di soddisfazione per chi ama la raccolta dei funghi. Tra gli appassionati è giù iniziato il classico tam tam di notizie sulle zone migliori, le altitudini, la tipologia di funghi trovati.

Il tutto, naturalmente, mantenendo quel velo di mistero che caratterizza tutti i cercatori che raccontano sì, ma non troppo. Una buona notizia soprattutto alla luce del fatto che, negli anni, è stata accertata in generale la diminuzione della quantità di funghi nei boschi.

«Negli ultimi 15 anni è stata accertata una diminuzione costante. L'istituto di S. Michele effettua un monitoraggio a cui anche noi collaboriamo e il grafico non lascia dubbi. Nono sono diminuite le specie, ma sicuramente la quantità e questo è legato alle condizioni climatiche. La presenza di eventi esteri, o scrosci di pioggia, ad esempio, non favoriscono la crescita».

Eventi intensi e localizzati, alternati a lunghi periodi secchi hanno due effetti principali sui funghi: innanzitutto la loro comparsa nei boschi è meno prevedibile e più di breve durata che in passato e secondo si verificano differenze marcate tra versanti e valli vicini. Inoltre sempre più la stagione della raccolta è spostata in avanti. Se prima a metà ottobre non si trovava più nulla, oggi si può arrivare anche a novembre.

Quanto al rispetto delle regole e dei quantitativi previsti Donini ritiene che in linea generale le norme vengano rispettate anche se - ammette - "trovarsi davanti un grosso quantitativo di porcini e lasciarli nel bosco è difficile". Rischiare, però, non conviene.

Sono elevate le multe che si rischiano: da 22 a 134 euro per ogni chilogrammo, o frazione di chilogrammo, di funghi raccolti oltre la quantità giornaliera consentita per persona; da 28 a 168 per ogni chilogrammo, o frazione, raccolti in mancanza della denuncia o del pagamento della somma; da 34 a 201 per ogni chilogrammo raccolto nelle zone interdette e da 11 a 67 per la persona che non si attenga alle modalità di raccolta e trasporto previste e per chi danneggia o distrugge i funghi.

Per i residenti in Trentino, la raccolta è libera e gratuita su tutto il territorio provinciale mentre i turisti devono richiedere un permesso.