CAMPARTA BASSA. Lo avevano promesso, fin dal primo istante, ai cari di Martino Debiasi: «Non vi lasceremo soli». Sono stati di parola e non hanno perso tempo: sabato scorso in più di quaranta tra vigili del fuoco volontari, colleghi contadini, ex compagni di San Michele, semplici amici e compaesani hanno raggiunto Camparta Bassa per mettersi al lavoro.

Quel lavoro che Martino amava, quel lavoro di cui è morto. Quel lavoro con cui dava sostentamento alla sua famiglia. Quel lavoro che il ventinovenne comandante dei pompieri del paese ha ineluttabilmente lasciato in sospeso.

Per questo sabato 2 maggio si sono ritrovati in tanti attorno a casa sua: per sistemare gli attrezzi, finire di tagliare la legna che aveva sistemato dietro casa, riprendere il lavoro tra i vigneti che dovrà portare alla prossima vendemmia: un impegno che gli amici di Martino vogliono portare a termine.

Commossi i familiari di Debiasi: «Sono davvero angeli che ha mandato Martino. Perché è grazie a quello che ha fatto Martino, a com'era Martino, al bene che ha fatto che si è guadagnato la stima e l'amicizia di tutte queste persone straordinarie. Senza di lui loro non sarebbero qui e senza di loro noi non sapremmo nemmeno dove iniziare a mettere le mani».

«Siamo senza parole - ha ringraziato commossa anche mamma Alessandra - è stato un qualcosa che non ci aspettavamo e volevamo davvero ringraziare tutti per la vicinanza, l'affetto e la concretezza che ci stanno regalando».

«Nessuno di loro può immaginare quanta sia la nostra gratitudine, vogliamo che queste parole arrivino a ciascuno di loro e che tutti sappiano quanta generosità e attenzione ci può essere ancora al mondo. È grazie a persone così che il mondo è migliore e vogliamo dire grazie a ciascuno di loro. Hanno voluto fare tutto in silenzio, senza disturbare. Si sono pure portati il pranzo da casa per evitare che volessimo metterci a prepararlo per loro, anche se poi ovviamente qualcosa abbiamo preparato. Persone dall'umanità unica, gesti del genere aiutano tantissimo in un momento difficile come questo. Grazie».