TRENTO. Aumenti salariali, formazione riconosciuta come diritto e dovere e nuove modalità contrattuali per favorire l'ingresso nel mercato del lavoro ordinario. Sono i principali contenuti del nuovo contratto collettivo provinciale per i lavoratori del Progettone, sottoscritto il 2 novembre nella sede della Cooperazione Trentina. Per la prima volta, tutte le principali associazioni datoriali del territorio hanno firmato l'accordo insieme a Cgil, Cisl e Uil, con la regia della Provincia autonoma di Trento.

Il contratto sarà valido dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2029 e coinvolge, nel sistema cooperativo, il Consorzio Lavoro Ambiente e Consolida. Alla firma hanno partecipato anche Confindustria Trento, Confcommercio Trentino, Confartigianato Trentino, Confesercenti del Trentino e Asat, insieme alle organizzazioni sindacali e alle categorie Flai, Fai e Uila.

Sul fronte economico, il rinnovo prevede un aumento del 4% nel 2027, dell'1% nel 2028 e dell'1,5% nel 2029, oltre all'introduzione di un nuovo elemento economico territoriale da 80 euro mensili. Per il 2026 è stata inoltre concordata un'erogazione una tantum di 90 euro lordi per ogni mese lavorato, a compensazione del periodo di vacanza contrattuale. Il pagamento è previsto entro dicembre.

Tra le novità più rilevanti c'è il riconoscimento della formazione come parte strutturale del percorso lavorativo. Un articolo specifico del contratto stabilisce che la formazione, sia in aula sia sul campo, diventi un diritto e un dovere per il lavoratore, con l'obbligo per il datore di lavoro di garantirla.

Cambia anche l'impostazione dei rapporti di lavoro. Il contratto a tempo determinato, anche stagionale, diventa la forma di riferimento, con durate differenziate in base alle categorie di beneficiari. L'obiettivo è promuovere la partecipazione al mercato del lavoro ordinario e accompagnare le persone verso nuove opportunità occupazionali.

Il rinnovo si inserisce nel percorso di riforma del Progettone, che con la legge provinciale 12 del 2022 è diventato sia uno strumento di sostegno all'occupazione sia una misura di politica attiva del lavoro. Il piano 2026-2028 prevede l'impiego di 1.620 lavoratori. Da gennaio 2027 entreranno le persone ammesse nelle nuove graduatorie, per le quali l'Agenzia del Lavoro sta completando la fase di profilazione.

«Dietro questo contratto ci sono persone che ogni giorno si prendono cura del nostro verde, dei musei e dei servizi alla comunità», sottolinea il presidente della Federazione della Cooperazione Trentina, Renato Dalpalù, evidenziando il valore del lavoro svolto dalle cooperative sul territorio e il ruolo della Provincia nel percorso di rinnovo.

Per il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, l'accordo rappresenta un passaggio importante nella riforma di uno strumento che costituisce un unicum a livello nazionale. «Accanto agli incrementi retributivi – osserva – mi piace sottolineare l'introduzione del contratto a tempo determinato e la formazione, che diventa elemento qualificante strutturale e obbligatorio del percorso».

L'assessore alla cooperazione Mario Tonina richiama invece il ruolo dell'autonomia provinciale e della collaborazione con il sistema cooperativo. «Unendo solidarietà, sviluppo e responsabilità sociale – afferma – insieme riusciamo a garantire opportunità concrete di riscatto e partecipazione per tanti lavoratori e lavoratrici».