TRENTO - I veterani sanno già cosa aspettarsi, le matricole saranno un po' più trepidanti, ma tutti potrebbero tradire un filo d'emozione. Oggi alle 18 a Palazzo Thun il Consiglio comunale si riunirà per la prima seduta della consigliatura sotto la presidenza temporanea della consigliera anziana Renata Attolini. 

Per più della metà dei membri dell'aula sarà la prima volta ed è verosimile pensare che passando sotto la vecchia porta d'ingresso con l'iscrizione latina "Hoc limen intrantes abiecta privata charitate publicam induant" (traduzione: "Chiunque varchi questa soglia lasci fuori gli interessi privati") sentiranno la responsabilità del ruolo.

Il cerimoniale prevede che dopo la premessa istituzionale con convalida degli eletti e giuramento del sindaco, si passi subito alla parte "politica" con la presentazione della nuova giunta da parte di Ianeselli. 

Nessun discorso di insediamento, però, perché si passerà poi al dibattito e alla votazione per la presidenza dell'aula. 

A prendere il posto di Paolo Piccoli, che lo scorso 4 maggio non è riuscito a riguadagnare l'elezione, la maggioranza presenterà compatta l'avvocata Silvia Zanetti (della lista Insieme per Ianeselli). 

Nessun dubbio che già alla seconda, se non addirittura alla prima, chiamata avrà i voti necessari, anche se come noto resta incerta la posizione di Renato Tomasi. 

Il quale, dopo aver dovuto ingoiare il rospo dell'esclusione dalla giunta nonostante quasi 100 preferenze in più del collega di lista in Campobase Alberto Pedrotti, non aveva fatto mistero di poter ambire come risarcimento alla carica di presidente del Consiglio comunale.

Alla nuova presidenza arriva in tanto anche l'augurio e il consiglio dello stesso Paolo Piccoli: «A chi assumerà la guida dell'aula mi sento di suggerire un rapporto di conoscenza personale con consigliere e consiglieri, presupposto per un reciproco rispetto e preziosa risorsa per superare gli attriti che talvolta sorgono in aula; nonché un habitus di imparzialità ineccepibile, che l'aula deve percepire fin dal primo momento, a tutela dell'istituzione per la garanzia del buon andamento dei lavori». 

Ed ai consiglieri, proprio riprendendo il detto latino, l'invito «a pensare al bene comune e non ai propri interessi, né privati né di parte». Cosa che in aula, un altro monito è lì a richiamare: «il Crocifisso che Othmar Winkler, nel 1956, a pochissimi anni dalla conclusione della seconda guerra mondiale, consegnò al sindaco Nilo Piccoli, ammonendo a trattare in aula non solamente i grandi progetti, ma anche a proteggere sempre i poveri e gli oppressi».

L'opposizione, dal canto suo, ha trovato la quadra sul nome di Giuseppe "Pino" Urbani, come vicepresidente, mentre la candidata sindaca del centrodestra Ilaria Goio sarà la capogruppo di Fratelli d'Italia. «Una scelta - spiega lei stessa - che è stata presa collettivamente dai consiglieri appena eletti». 

Per Goio la decisione «non sminuisce, in alcun modo, il prezioso lavoro svolto negli anni da tutti i consiglieri di Fratelli d'Italia, né quello di nessun altro membro della squadra e né tanto meno la volontà degli elettori». 

«Il gruppo, pur condividendo con il partito le linee programmatiche e politiche, sarà autonomo, si confronterà al proprio interno e deciderà a maggioranza su ogni scelta che lo riguarderà - assicura -. Sottintendere il contrario sminuisce la dignità e la responsabilità di ciascun consigliere eletto dai cittadini di Trento. 

Fratelli d'Italia è la casa di tutti noi, e solo uniti possiamo onorare la fiducia accordataci, portando avanti con serietà le istanze dei cittadini e i valori di Fratelli d'Italia». D. B.

[nella foto, Zanetti e Ianeselli in campagna elettorale]