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TRENTO. La primavera 2026 entra negli archivi meteorologici del Trentino come una delle più calde e siccitose degli ultimi decenni. A certificarlo è l'analisi stagionale di Meteotrentino, che evidenzia una temperatura media eccezionalmente elevata e precipitazioni nettamente inferiori ai valori di riferimento. Nella stazione di Trento Laste la temperatura media della stagione ha raggiunto i 15,1 gradi, eguagliando il record assoluto registrato nel 1999. Allo stesso tempo la pioggia caduta nei tre mesi primaverili si è fermata a 113,8 millimetri, meno della metà della media storica di 234,3 millimetri.
L'andamento delle precipitazioni mostra una stagione particolarmente avara di pioggia in gran parte del territorio provinciale. Maggio è stato il mese più piovoso, sia per numero di giornate con oltre un millimetro di precipitazione sia per quantitativi complessivi, con 47,6 millimetri accumulati. Nonostante ciò, il deficit idrico è rimasto significativo. Tutte le stazioni analizzate hanno registrato valori inferiori sia rispetto al 2025 sia rispetto alle rispettive medie storiche. A Trento i giorni di pioggia sono stati 14 contro una media di 23, mentre a Rovereto sono stati 17 rispetto ai 25 normalmente attesi.
Sul fronte delle temperature, i dati confermano un'anomalia diffusa su tutto il Trentino. Oltre al record eguagliato nel capoluogo, spicca il dato di Rovereto, dove la temperatura media stagionale ha raggiunto i 15,6 gradi, superando il precedente massimo storico di 15,4 gradi registrato nel 2015. A Cavalese sono stati toccati 9,9 gradi, valore che eguaglia il record del 2017. Da segnalare inoltre il terzo valore più alto mai osservato a Castello Tesino con 10,4 gradi e a Tione con 12,1 gradi. Anche nelle altre località monitorate, come Lavarone e Predazzo, le temperature sono risultate superiori sia alla media storica sia a quelle della primavera dello scorso anno.
Secondo Meteotrentino, l'anomalia termica è stata particolarmente marcata nel mese di aprile e nella seconda metà di maggio, periodi nei quali le temperature giornaliere si sono mantenute spesso ben al di sopra dei valori medi del trentennio 1991-2020. I grafici mostrano infatti un numero di giornate più calde nettamente superiore rispetto a quelle più fredde. Il risultato è una primavera che conferma la tendenza degli ultimi anni verso stagioni sempre più calde e caratterizzate da precipitazioni irregolari, con possibili ripercussioni sulle risorse idriche, sull'agricoltura e sugli ecosistemi del territorio provinciale.


