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TRENTO. Il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse in Trentino è stato attivato 95 volte nel corso dell'ultimo anno. Un dato che appare " in linea" con quelli registrati negli anni passati: nel 2021 vi sono state 83 attivazioni, 99 nel 2020, 122 nel 2019 e 118 nel 2018. Nella maggior parte dei casi, le ricerche si concludono positivamente come spiega il Commissariato del governo per la provincia di Trento, che ha fornito i dati in occasione della Giornata dedicata alle persone scomparse.
La maggior parte degli scomparsi, in base ai dati che sono stati analizzati, sono minorenni, nel 90 per cento dei casi stranieri e quasi tutti non accompagnati. Sono giovanissimi che vivono in strutture o in affidamento che a un certo punto si allontanano. Secondo il commissario del Governo, Gianfranco Bernabei, le «peculiari caratteristiche morfologiche del Trentino rendono ancora più complesse e delicate le attività di ricerca, specie in alta montagna».
A quanto riporta il Commissariato, in Trentino vi sono ancora «situazioni particolarmente delicate e complesse per le quali si rende necessario proseguire con periodiche e approfondite attività di ricerca, anche con l'impegno di unità altamente specializzati».
È il caso della ginecologa 31enne originaria di Forlì, Sara Pedri, che risulta scomparsa dal 4 marzo 2021. È stata ritrovata la sua auto e nient'altro. Le ricerche sono iniziate subito dopo la denuncia di scomparsa e hanno coinvolto centinaia di persone. L'ultima missione, purtroppo conclusa senza esito, è avvenute sulle acque del lago di Santa Giustina, tra il 15 e il 17 ottobre 2022, con l'impiego di unità cinofile provenienti dalla Germania.


