TRENTO. L’organico dell’Asuit continua a crescere. È questo il dato che emerge dal quadro aggiornato al 30 settembre 2026, diffuso dall’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino nel dibattito sulle uscite di personale registrate negli ultimi anni. Numeri che, secondo Asuit, restituiscono una fotografia diversa da quella di un sistema alle prese con uno svuotamento degli organici.

Rispetto alla fine del 2020, i dipendenti a tempo indeterminato sono passati da 7.754 a 8.373, con un incremento netto di 619 professionisti. Se si considera invece l’intero personale, includendo anche i contratti a tempo determinato, l’organico è passato da 8.172 a 8.775 unità, con oltre 600 lavoratori in più.

La crescita riguarda anche la componente medica. La dirigenza medica e veterinaria è salita dalle 1.202 unità del 2020 alle 1.309 di settembre 2026, con un aumento di 107 professionisti. In crescita, seppur in misura più contenuta, anche il personale infermieristico: dai 3.076 del 2020 ai 3.175 attuali.

Il quadro cambia ulteriormente se si guarda al rapporto tra chi entra e chi lascia l’Azienda. Nel 2024 sono state registrate 306 cessazioni a tempo indeterminato, comprese quelle legate ai pensionamenti, a fronte di 440 nuove assunzioni. Nel 2025 le uscite sono state 256, mentre gli ingressi hanno raggiunto quota 369.

Il trend positivo prosegue anche nel 2026. Nei primi sei mesi dell’anno Asuit ha effettuato 241 assunzioni a tempo indeterminato, contro 146 cessazioni complessive. Un saldo che, secondo l’Azienda, conferma la capacità di attrarre nuovi professionisti anche in un mercato del lavoro sanitario caratterizzato da una forte mobilità.

Un dato significativo arriva inoltre dall’ultimo concorso per il personale infermieristico: dei 46 infermieri assunti, 30 provenivano da strutture sanitarie private. Un elemento che Asuit legge come un segnale della capacità della sanità pubblica trentina di competere con il settore privato nell’attrazione di personale.

I numeri arrivano a pochi giorni dal dibattito sulle dimissioni del personale sanitario. Nei primi sei mesi del 2026 erano state infatti registrate 83 cessazioni, di cui 29 riguardanti dirigenti medici. Un dato che, preso isolatamente, aveva alimentato interrogativi sulla tenuta degli organici. L’Azienda invita però a considerare il fenomeno all’interno di un quadro più ampio, che tenga conto del contemporaneo aumento delle assunzioni e della crescita complessiva del personale.

Secondo Asuit, infatti, la maggiore mobilità dei professionisti è anche il riflesso di un mercato del lavoro sanitario profondamente cambiato, nel quale pesano maggiormente le scelte legate alla qualità della vita, al tempo libero e alla possibilità di spostarsi tra diverse realtà professionali.

Per il direttore generale Antonio Ferro, la valorizzazione del personale rappresenta uno dei punti centrali della strategia aziendale. L'obiettivo dichiarato è intervenire non solo sull'assistenza ai pazienti, ma anche sulle condizioni di lavoro e sul riconoscimento professionale dei dipendenti.

Il quadro che emerge, dunque, è quello di un’Azienda che negli ultimi sei anni ha aumentato in modo consistente la propria dotazione di personale, mantenendo positivo il saldo tra ingressi e uscite. Una dinamica che si inserisce nella nuova fase della sanità trentina inaugurata con la nascita di Asuit, operativa dal primo gennaio 2026 con l'integrazione tra assistenza sanitaria, formazione universitaria e ricerca.