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TRENTO. Sulla dinamica della morte della 76enne Sandra Piccinini, la Procura vuole vederci chiaro. Il pm Alessandro Clemente ha infatti disposto l’autopsia sul corpo della donna per verificare l’esatta causa del decesso, avvenuto lo scorso 28 marzo all’incrocio tra via Fratelli Fontana e corso Buonarroti. Trattandosi di autopsia giudiziaria è evidente che si voglia escludere ogni ipotesi di reato e quindi il coinvolgimento di terzi nella dinamica. L’esame è stato effettuato ieri nelle camere mortuarie del Santa Chiara, ma i risultati saranno noti solo nelle prossime settimane. L’attenzione è concentrata sui momenti che hanno preceduto l’attimo in cui la vittima si è accasciata a terra, sbattendo poi mortalmente la nuca.
Al setaccio le immagini delle telecamere e i movimenti delle due auto che, secondo i primi accertamenti, erano transitate quando la donna era già sul marciapiede. La polizia locale si sta infatti focalizzando sugli spostamenti dalla fermata dell’autobus, da dove sopraggiungeva la 76enne, fino al punto dove ha perso la vita. Gli interrogativi aperti sono tanti, fra questi se la causa della morte sia attribuibile a un evento esterno - e di che natura - o se a un malore improvviso. La donna, che stava procedendo in direzione del ponte di San Giorgio, ha attraversato la strada sulle strisce pedonali regolate dal semaforo all’incrocio tra via Fratelli Fontana e corso Buonarroti. Aveva terminato l’attraversamento e si trovava sul marciapiede quando è improvvisamente caduta di spalle.
Per lei non c’è stato più nulla fare: ha battuto con violenza la nuca. Dai primi accertamenti della locale e dalle testimonianze dei passanti e degli automobilisti - tra cui anche un agente di polizia fuori servizio - era emerso che la donna era caduta da sola, senza il coinvolgimento di terzi. Le immagini delle telecamere avrebbero confermato ciò: dai fotogrammi appariva chiaro che la donna era caduta all’indietro all’improvviso, forse per un malore fatale ed immediato, forse per un capogiro che l’avrebbe fatta sbilanciare.
È stato anche ipotizzato che possa aver perso l’equilibrio a causa di una raffica di vento. Ma la procura ha chiesto ulteriori accertamenti, su un punto in particolare: negli attimi della caduta, stava svoltando da via Fontana verso corso Buonarroti un’auto. Il veicolo stava transitando in maniera corretta (preceduto da un’altra vettura, aveva appena ripreso la marcia dopo essersi fermato per dare la precedenza ai pedoni), e Sandra Piccinini si trovava sul marciapiede, tuttavia non è chiaro se nella caduta la vittima abbia battuto la nuca sul cordolo o sull’auto. Il conducente ed i passeggeri non hanno sentito alcuna botta, né la carrozzeria del mezzo presentava ammaccature. Nel frattempo sono stati fissati i funerali che si terranno il prossimo 7 aprile alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Gardolo.


