TRENTO. Negli ultimi vent'anni ha avuto tante fidanzate quante denunce per stalking, secondo uno schema consolidato: il "colpo di fulmine", la convivenza, poi la relazione che si fa burrascosa a causa delle intemperanze di lui e, soprattutto, delle minacce. Silvano Schintu, 52 anni, è una conoscenza delle forze dell'ordine e anche del tribunale: ora ha patteggiato 9 mesi per atti persecutori nei confronti della ex, una 65enne che vive in Rotaliana e che per un periodo l'ha ospitato a casa sua.

Finita la storia d'amore, per la donna è iniziato un incubo: trovava il compagno sotto casa (prima di essere ospitata in una struttura protetta) e davanti al luogo di lavoro, riceveva continui messaggi e squilli di telefono, vivendo in uno stato di ansia e di paura per sé e per il figlio avuto da una precedente relazione, dato che Schintu cercava di servirsi anche di lui pur di arrivare alla compagna.

Alcuni episodi, agli atti del procedimento, sono indicativi della personalità dell'imputato: c'è stata la volta in cui, davanti al luogo di lavoro, l'uomo ha insultato l'ex sputando per terra, mentre in diverse occasioni ha suonato con insistenza al citofono pretendendo la restituzione dei suoi effetti personali.

Nel luglio dello scorso anno, quando la donna chiamò un taxi per scappare, Schintu insultò lei e pure il conducente. Inoltre, l'imputato è accusato anche di essersi intrufolato nel cortile di casa pur di recapitare un biglietto alla donna. Tutto ciò è accaduto fra il 2023 e il 2024, all'interno di una relazione affettiva che tanto sana non è mai stata.

Neppure nel corso della convivenza tutto filava liscio: un procedimento per tentato omicidio, reato poi riqualificato in lesioni, si è interrotto dopo che la vittima ha ritirato la querela e riaccolto l'uomo in casa. La donna, che è seguita da uno psicoterapeuta, si è costituita parte civile con l'avvocata Chiara Pontalti, chiedendo un risarcimento pari a 50mila euro per le sofferenze patite in due anni.

Al termine dell'ultima udienza Schintu, difeso dall'avvocato Giuliano Valer, ha consegnato alla parte civile 500 euro come provvisionale. Permane il divieto di avvicinamento alla vittima. L'imputato ha già precedenti condanne per stalking.

In passato venne arrestato per aver tentato di appiccare le fiamme all'appartamento della ex: era salito sul tetto della palazzina, in centro a Trento, e aveva spaccato i vetri dell'abbaino per gettare nell'abitazione carta da giornale a cui aveva dato fuoco.