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Il vecchio e nobile palazzo delle Albere, attiguo allo stadio Briamasco in via Sanseverino, sta per rinascere a nuova vita? A toglierlo dall'abbandono di tanti anni dovrebbe valere il progetto di recupero avviato dall'assessorato provinciale ai beni culturali dopo il passaggio delle competenze dallo Stato all'ente autonomo, avvenuto poco meno di tre anni fa.
Il disegno è quello di riproporre, nei limiti consentiti dalle modifiche urbanistiche avvenute nel 1800 e nei primi anni del 1900, l'ambiente che lo circonda il più possibile aderente a quello originario del suo massimo splendore. Ma tutta una serie di altre iniziative, che sono ancora a livello di proposta, dovrebbero contribuire a dotare l'intera città di una struttura vitale dal punto di vista artistico.
Il cittadino disattento non avverte ancora l'importanza del quadro che si sta lentamente ricomponendo oltre le provvisorie staccionate che precludono l'accesso all'edificio e alle sterpaglie che lo circondano: in effetti fino ad ora, con l'intervento dell'assessorato ai lavori pubblici, ci si è preoccupati di consolidare le murature interne e di predisporre l'impianto termico ed elettrico. Sono in corso da pochi mesi, invece, i restauri conservativi ai quali stanno lavorando il maestro Andreani e un suo giovane assistente.
Agli ampi saloni, alle scale, alle finestre, e ai soffitti ha messo mano un'impresa privata che sta completando la posa dei pavimenti. Caduta la destinazione del palazzo delle Albere quale sede del Museo tridentino di scienze naturali (oggi nel palazzo Sardagna) secondo il progetto degli architetti Wolf e Gerola, è evidente che qualcosa di differente ci sarà da fare, nella prospettiva di un’utilizzazione artistica dell’edificio, come è stata illustrata dal prof. Bruno Passamani, ispettore provinciale di Belle Arti.
Il palazzo dovrebbe cioè diventare la sede della Galleria di arte moderna, istituzione che compare nelle linee programmatiche del bilancio provinciale per il prossimo biennio legislativo. «Non vogliamo tuttavia – ha spiegato Passamani – allestire una semplice mostra di quadri e sculture, bensì un centro di informazione e di documentazione permanente sui problemi estetici più recenti, un centro promozionale che oggi manca a livello regionale».
In questo senso il piano di intervento prevede di ricavare sale per conferenze, i servizi audiovisivi per le scuole, oltre alle rassegne di richiamo e alle iniziative di studio; una sezione moderna, a doveroso complemento delle strutture che, per l’arte del passato, sono collocate nel castello del Buonconsiglio.
Quanto all’esterno, l’idea è di ricavarne un parco aperto, contenente anche strutture ricreative per le attività spontanee dei ragazzi e facilmente accessibile alle famiglie. L’ingresso originario, quello da via Madruzzo, è oggi improponibile in quanto sbarrato dalla linea ferroviaria, ma sono allo studio soluzioni sostitutive. Ad ogni modo, da piazza del Duomo, si tratta di una passeggiata di mezzo chilometro.


