TRENTO. Il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi diffida la Provincia autonoma di Trento dall'adottare eventuali misure letali nei confronti degli orsi M38 e F89, in Alta Val di Sole, senza una nuova e rigorosa istruttoria. L'iniziativa arriva dopo che l'Ispra ha espresso parere negativo alla rimozione dei due plantigradi. Oggi, martedì 20 ottobre, il Sindacato ha trasmesso alla Provincia una nuova istanza urgente di accesso agli atti, chiedendo di conoscere le motivazioni del parere e gli elementi sui quali si fonda la richiesta di rimozione.

Al centro della contestazione c'è anche l'utilizzo dei radiocollari. La Provincia ha comunicato di aver catturato e rilasciato due orsi maschi, tra cui M38, mentre proseguono le operazioni per catturare e radiocollarare F89. Secondo il Sindacato, il monitoraggio deve servire soprattutto a prevenire situazioni di rischio, non a facilitare eventuali abbattimenti. «Il radiocollare non può trasformarsi da strumento scientifico in un mirino elettronico utile a localizzare l'animale quando si decide di abbatterlo», si legge nella nota.

Il Sindacato chiede il parere integrale dell'Ispra, la richiesta avanzata dalla Provincia, i dati sulle predazioni attribuite ai singoli animali e la documentazione sulle misure preventive adottate. Sollecita inoltre chiarimenti sulla cattura di M38, avvenuta il 28 settembre, e sul successivo rilascio. L'obiettivo è verificare quali alternative non letali siano state valutate e quali nuovi elementi la Provincia intenda raccogliere attraverso il monitoraggio.

In caso di abbattimento di uno dei due orsi, il Sindacato annuncia che chiederà una verifica completa della procedura, compresi gli ordini impartiti, l'utilizzo dei dati GPS e le modalità operative. Eventuali irregolarità saranno segnalate all'autorità giudiziaria. Il responsabile Maurizio Baglioni ribadisce la necessità di privilegiare prevenzione, dissuasione e protezione delle attività umane, chiedendo alla Provincia un riscontro tempestivo.