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TRENTO. A pochi giorni dal 25 aprile, festa della Liberazione dal nazi-fascismo, domani la maggioranza regionale, formata da centrodestra ed Svp, verrà messa alla prova su una mozione presentata da Svenn Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), che mira a un voto di condanna del fascismo e a un impegno della Regione a favore della «revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad altre figure simbolo dell'ideologia fascista nei comuni della regione».
L'iniziativa del consigliere della destra tedesca sudtirolese si innesta nella polemiche che si è sviluppata in consiglio regionale il mese scorso, durante la discussione sull'intitolazione della sala di rappresentanza a Clara Marchetto. Il giorno prima infatti era fallita la revoca della cittadinanza a Benito Mussolini in consiglio comunale a Trento per il mancato raggiungimento della maggioranza qualificata, visto che i consiglieri di centrodestra - FdI, Lega e Forza Italia - non hanno partecipato al voto, mentre Generazione Trento si è astenuta. Il presidente della Regione e della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, aveva espresso subito la sua indignazione rispetto alla scelta delle forze del centrodestra in Comune a Trento, commentando: «Voler mantenere un criminale come cittadino onorario è inspiegabile, imperdonabile, inaccettabile e sciocco».
E in vista del voto della mozione di Knoll nel prossimo consiglio regionale, Kompatscher e la Svp hanno già fatto sapere agli alleati che loro voteranno senza alcun dubbio a favore della mozione e naturalmente si aspettano che anche il resto della maggioranza possa fare altrettanto.
«Su altre tematiche - sottolinea il presidente Kompatscher - noi siamo lontani da Knoll e dalla sua forza politica, ma su questa mozione mi chiedo come sia possibile non votare a favore, soprattutto dopo quello che è avvenuto in consiglio comunale a Trento, anche se devo dire che trovo molto triste che si debba arrivare ad approvare una mozione su una questione che pensavamo dovesse essere già chiara da decenni. Come si è perfettamente capito, come Svp non possiamo votare diversamente e ho voluto comunicare subito ai colleghi di maggioranza la nostra decisione senza neanche chiedere cosa faranno loro».
Il capogruppo regionale della Volkspartei, Harald Stauder, rincara la dose: «La Svp è ed è sempre stato un partito che condanna il fascismo. Quindi per noi una cittadinanza onoraria per Mussolini in un comune della nostra provincia/regione non è accettabile anzi è un'offesa».
La mozione impegna il consiglio regionale a una presa di posizione netta «contro ogni forma di glorificazione, banalizzazione o relativizzazione del fascismo» con l'invito alla giunta regionale a «intervenire presso i comuni affinché procedano alla revoca delle cittadinanze onorarie e alla modifica delle denominazioni stradali di matrice fascista, al fine di dare un chiaro segnale a favore della democrazia, dello Stato di diritto e della responsabilità storica».
Di fronte alla linea irremovibile della Svp, nel centrodestra sta maturando l'idea di votare a favore della mozione, almeno nella Lega e in Forza Italia, benché entrambi i partiti in consiglio comunale a Trento non avessero partecipato al voto invece di esprimersi a favore della revoca della cittadinanza onoraria.
Sse il gruppo di Fratelli d'Italia si ritrovasse da solo a non votare a favore della mozione contro il fascismo, così come è rimasto spiazzato sulla figura di Clara Marchetto, emergerebbe in modo sempre più marcato l'isolamento dei meloniani non solo in Trentino ma anche in Regione. E certo questo non aiuterebbe il partito, proprio ora che non ha fatto mistero di voler assumere un ruolo da protagonista a livello regionale, approfittando della «staffetta» di metà legislatura tra i presidenti Kompatscher e Fugatti prevista per il mese prossimo. FdI vuole infatti riuscire ad entrare in giunta regionale, dove ora non c'è, facendo pesare i suoi quattro voti che sono sufficienti a far mancare la maggioranza. Ma fino ad ora il presidente trentino Maurizio Fugatti ha fatto orecchie da mercante rispetto a queste rivendicazioni.


