In Regione torna lo scontro sul fascismo e sulla cittadinanza a Mussolini
Una mozione per sollecitare i comuni a revocare l'onorificenza al duce. La mossa di Süd-Tiroler Freiheit mette in difficoltà centrodestra ed Svp
TRENTO. In consiglio regionale si dovrà tornare presto a parlare di fascismo e della revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, temi che hanno già imbarazzato e diviso la maggioranza costituita da Volkspartei e centrodestra nell'ultima seduta del mese scorso. Durante la discussione della mozione di Maria Bosin (Patt) sull'intitolazione della sala di rappresentanza della Regione all'autonomista Clara Marchetto le opposizioni hanno infatti messo il dito nella piaga evidenziando le contraddizioni di Lega e Forza Italia, che il giorno prima in consiglio comunale a Trento, insieme a Fratelli d'Italia, non avevano votato a favore della revoca della cittadinanza a Mussolini.
Quel giorno il presidente della Regione e della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher (Svp) aveva commentato in modo molto duro la scelta di voto degli alleati: «Voler mantenere un criminale come cittadino onorario è inspiegabile, imperdonabile, inaccettabile e sciocco». A riportare l'argomento in consiglio regionale è ora una mozione presentata da Sven Knoll e dagli altri tre consiglieri regionali della Süd-Tiroler Freiheit, partito d'opposizione espressione della cosiddetta destra tedesca, che mira a un voto di condanna del fascismo e a un impegno della Regione per la «revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini e ad altre figure simbolo dell'ideologia fascista nei comuni della regione».
La mozione di Knoll, infatti, chiede al consiglio regionale di esprimersi «in modo inequivocabile contro ogni forma di glorificazione, banalizzazione o relativizzazione del fascismo» e anche a ribadire che «il regime fascista sotto Benito Mussolini fu una dittatura totalitaria che abolì i diritti fondamentali, perseguitò gli oppositori politici, commise gravi crimini contro la propria popolazione e altri popoli e si rese particolarmente colpevole nella nostra regione attraverso una brutale politica di assimilazione e italianizzazione».
Insomma, fatti storici che hanno lacerato l'Alto Adige e anche il Trentino come ricorda Knoll nella sua mozione: «Fino a che punto l'eredità del fascismo arrivi fino al presente è dimostrato anche dall'attuale discussione sulla combattente antifascista Clara Marchetto». E proprio perché come Kompatscher anche Knoll ha ritenuto inconcepibile che Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia a Trento non abbiano votato a favore della revoca della cittadinanza onoraria, con la mozione che ha depositato in consiglio regionale vuole impegnare la Giunta «a verificare, in collaborazione con i comuni della regione, in quali comuni Benito Mussolini e altri fascisti godano ancora della cittadinanza onoraria, nonché quali comuni strade o luoghi siano intitolati a figure simboliche o elementi riconducibili alla propaganda fascista e alla glorificazione del fascismo».
Inoltre, con la stessa mozione, che sa di provocazione per il centrodestra, si invita la giunta regionale a «intervenire presso tali comuni affinché procedano alla revoca delle cittadinanze onorarie e alla modifica delle denominazioni stradali di matrice fascista, al fine di dare un chiaro segnale a favore della democrazia, dello Stato di diritto e della responsabilità storica». Dunque, secondo la Süd-Tiroler Freiheit la Regione dovrebbe sollecitare i comuni a revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini.