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TRENTO. Basta dare un'occhiata ai numeri per dire che il 2026 è destinato ad essere ricordato per essere un anno nero per quanto riguarda gli incidenti motociclistici mortali. Nonostante la stagione non sia ancora finita i numeri superano quelli degli scorsi anni. Nel 2024, infatti, le vittime erano state 12 e nel 2025 8. Quest'anno siamo già a quota 14, compresi i due incidenti mortali di venerdì. Nella maggior parte dei casi si tratta di uscite autonome di strada. In altri di incidenti durante i sorpassi.
Le prime tre vittime ci sono state già ad inizio stagione, tutte nel mese di aprile: l'11 a passo San Pellegrino Pietro Serafin, 24 anni, originario di Mestre, è uscito di strada finendo contro un albero. Il 28 aprile, in val Genova, tra Giustino e Pinzolo, anche Stefano Schergna, 55 anni residente a Trieste, è uscito di strada impattando contro la roccia. Il 30 aprile al ponte di Ravazzone di Mori, Giovanni Simonini, 29 anni alla guida della sua moto avrebbe tamponato un'auto che lo precedeva. Trasportato in condizioni gravissime all'ospedale, era deceduto in serata.
Il quarto incidente si è verificato il 1° giugno a Calliano, dove un motociclista tedesco di 56 anni è uscito di strada sulla Statale del Brennero. È passato poco più di un mese quando, il 12 luglio a Bezzecca, in val di Ledro, Renis Domi, 42 anni, bresciano, si è scontrato frontalmente con un'auto guidata da una donna del posto. Alcune centinaia di metri dietro c'era la compagna, che lo seguiva in sella ad un'altra moto e che ha assistito impotente alla scena.
Il 6 agosto, sulla statale della Gardesana, fra Dro e Pietramurata, Alessandro Paissan, 40 anni, è morto in seguito ad un sorpasso. Paissan era a bordo della sua moto quando, dopo aver toccato un mezzo, è caduto a terra ed è stato investito da un furgone che stava sopraggiungendo dall'altra parte. Il 13 agosto le cronache hanno dovuto dare conto della morte di un giovanissimo: Cristiano Maino, 21 anni, di Arco, era partito da Andalo in sella al suo scooter quando, a Villa Banale, è finito contro un camion della raccolta rifiuti.
Il giorno dopo, il 14 agosto, a passo Cereda in Primiero, Marco Vecchiato, 26 anni, padovano, è uscito di strada dopo aver perso il controllo del mezzo. Portato in ospedale, è morto il 27 agosto dopo 12 giorni di ricovero. È accaduto il 18 agosto, a Roncone, il tragico incidente che ha strappato dall'affetto dei suoi cari Riccardo Campana, 49 anni. Anche in questo caso si è trattato di un'uscita autonoma dalla carreggiata, forse in seguito ad un malore.
Altra perdita di controllo del mezzo il 28 agosto ad un tornante tra Mezzolombardo e Fai della Paganella. Vittima Marco Pagliarino, 31 anni di Quiliano, in provincia di Savona, morto dopo essersi schiantato contro una roccia situata a margine della carreggiata mentre stava scendendo lungo la provinciale 64.
Stessa dinamica, ma questa volta lo schianto è stato contro il guard rail, nel comune di Predaia, in località Sabino. Era il 30 agosto quando Karl Gummerer, 76 anni, è morto nell'impatto. Ad inizio settembre, a Riva del Garda, Marco Morandi, 63 anni, era uscito di strada ed era poi morto in ospedale il 10 settembre, dopo due giorni.
L'8 settembre Renato Brusco, 53 anni di Ala, nei pressi di Borghetto, dopo lo scontro con un'ambulanza è finito contro un palo dell'illuminazione. Soccorso, è deceduto in ospedale. Infine i due incidenti di venerdì: uno in tarda serata a Segno, in val di Non, e l'altro sulla statale 612, a Giovo, in direzione Lavis.


