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TRENTO. Trent'anni di continue violenze fisiche e psicologiche: l'uomo non solo ordinava alla moglie cosa fare, ma non ha mai voluto che andasse a lavorare. Lei doveva stare chiusa in casa a badare alla famiglia e poteva guardare la tivù e coricarsi solo negli orari decisi dal marito. Secondo i giudici il 66enne, nato in Marocco, trattava la donna «come fosse una schiava» e in primo grado l'hanno condannato a 14 anni di carcere.
In appello è caduta l'accusa di violenza sessuale: pena ridotta a 3 anni e 6 mesi.
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