TRENTO. Quasi otto trentini su dieci (78%) chiedono all’Unione europea di intervenire per ridurre il consumo di cibi ultraformulati, mentre cresce la richiesta di limitarne la presenza nelle mense scolastiche, negli ospedali e nei luoghi frequentati dai giovani. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti-Censis sulla filiera della buona salute, diffuso alla vigilia del Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, in programma il 20 e 21 ottobre a Roma. Secondo l’indagine, l’86% dei cittadini ritiene che ridurre il consumo di merendine, snack ed energy drink aiuterebbe a contrastare l’obesità.

La richiesta di regole più severe riguarda soprattutto la ristorazione collettiva: l’81% degli intervistati vorrebbe vietare questi prodotti nelle mense di scuole, ospedali e aziende. Il 64% chiede di escluderli completamente dagli istituti scolastici, il 55% dalle strutture ospedaliere e il 50% dalle palestre e dai centri sportivi. Ma il problema, evidenzia Coldiretti Trentino Alto Adige, è anche la difficoltà di trovare alternative salutari. Il 73% segnala una scarsa disponibilità di prodotti sani in molti luoghi pubblici, mentre il 76% dichiara che consumerebbe meno cibo spazzatura se potesse scegliere più facilmente alimenti di qualità. 

«Un fenomeno che rende sempre più necessario promuovere politiche che rendano il cibo fresco e di qualità più accessibile, soprattutto nei luoghi frequentati dai giovani e nelle strutture dedicate alla formazione e alla cura, unite a una maggiore cultura alimentare», sottolinea Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige. Il problema riguarda soprattutto i consumi fuori casa, dalle stazioni agli autogrill, dai luoghi di lavoro alle università, dove spesso la scelta è condizionata dall’offerta disponibile e dalla presenza di distributori automatici. 

A preoccupare è anche la scarsa attenzione alle etichette. Secondo il rapporto, soltanto il 49% dei cittadini controlla gli ingredienti degli snack salati industriali, il 46% quelli delle merendine, il 45% quelli di dolciumi e caramelle e il 41% quelli delle barrette proteiche. La percentuale scende al 26% per gli energy drink. I dati saranno al centro del confronto al Forum internazionale organizzato da Coldiretti con The European House-Ambrosetti, al quale parteciperà anche Barbacovi insieme ai vertici dell’organizzazione agricola.