TRENTO. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato a Trento per partecipare alla cerimonia al Teatro Sociale dedicata al tema “1946-2026: 80 anni di una Repubblica e di un’Autonomia speciale”. L’appuntamento celebra gli ottant’anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, alla base del percorso autonomistico del Trentino-Alto Adige/Südtirol.

 

La tappa trentina arriva dopo la cerimonia della mattinata a Merano, dove Mattarella ha partecipato alle celebrazioni insieme al presidente austriaco Alexander Van der Bellen. Al Teatro Sociale il filo conduttore è quello degli ottant’anni di storia trascorsi dall’Accordo De Gasperi-Gruber, con uno sguardo rivolto anche al ruolo dell’Autonomia nel presente e nel futuro. 

Per l’Inno del Trentino,  Fugatti si è alzato in piedi e ha invitato tutti ad alzarsi. Il presidente Mattarella ha accolto l'invito



Il presidente della Provincia Maurizio Fugatti:  "L'autonomia non è soltanto un insieme di competenze e risorse ma la capacità di rispondere alle proprie decisioni, responsabilità verso cittadini e verso le generazioni che verranno", così il governatore trentino, Maurizio Fugatti, nel corso del suo intervento al Teatro Sociale di Trento, in occasione della cerimonia per gli ottant'anni dall'Accordo di Parigi. "Oggi la sfida è tenere viva la partecipazione popolare, il nostro senso di solidarietà e autonomia hanno radici profonde, principi che continuano a vivere e rinsaldarsi. Oggi rinnoviamo l'impegno di una comunità che guarda alle proprie radici e per questo è capace di guardare avanti", ha concluso Fugatti.

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A salutare la presenza del Capo dello Stato è anche Claudia Eccher, avvocato trentino e membro laico del Csm. «La presenza oggi a Trento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella rappresenta un momento di grande valore per tutto il nostro territorio». Per Eccher, la storia dell’Autonomia trentina dimostra come la valorizzazione delle specificità locali possa convivere con l’appartenenza alla Repubblica e contribuire a rafforzarne l’unità.

«L’Autonomia non è soltanto un patrimonio ricevuto dal passato, ma una responsabilità che siamo chiamati a esercitare ogni giorno nel rispetto dei principi della Costituzione, delle istituzioni e delle comunità», sottolinea Eccher. La presenza di Mattarella, aggiunge, conferisce alla ricorrenza «un significato ancora più profondo» e rappresenta per il Trentino «motivo di particolare orgoglio».

Nel giorno delle celebrazioni è intervenuto anche il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, che ha posto l’accento sulla riforma dello Statuto di Autonomia, definendola «un risultato eccezionale, atteso da decenni». Secondo il ministro, a ottant’anni dall’Accordo di Parigi l’Autonomia continua a dimostrarsi «una realtà viva e dinamica, capace di svilupparsi ed evolversi nel corso del tempo».

Calderoli ha ricordato il lavoro condotto con i presidenti Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, indicando ora come sfida quella di «attuare al meglio questa rinnovata autonomia» e sfruttarne le opportunità per il futuro delle due Province autonome.