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MERANO. Dalla tutela delle minoranze al ruolo delle autonomie, fino a un’Europa nella quale i confini non separano più i popoli ma diventano luoghi di incontro. È un messaggio che guarda alla storia ma soprattutto al presente quello affidato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Merano per gli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber.
«Non si è “allogeni”, stranieri, a casa propria», ha affermato il Capo dello Stato, richiamando uno dei principi alla base della soluzione individuata nel dopoguerra. Una scelta maturata in un continente appena uscito dalla tragedia del conflitto mondiale e segnata dalla volontà di costruire un rapporto nuovo tra popolazioni e Stati.
Protagonisti di quel passaggio furono Alcide De Gasperi e Karl Gruber. Pur partendo da posizioni differenti, ha ricordato Mattarella, i due statisti seppero trovare una strada «innovativa e coraggiosa». Il risultato fu molto più di un compromesso: nacque un modello che, a ottant’anni di distanza, continua a essere richiamato in Europa per affrontare situazioni complesse.
Al centro dell’intesa venne posta la protezione delle minoranze linguistiche, con l’obiettivo di tutelare le identità tedesca e ladina e assicurare la convivenza tra tutte le popolazioni del territorio. Una scelta ancora più significativa dopo le politiche etniche forzate del fascismo e del nazismo e le opzioni del 1939, ricordate dal Presidente nel suo intervento.
Da quella stagione, secondo Mattarella, è nata una concezione completamente diversa delle frontiere. I confini, «da storici ostacoli naturali o artificiali», sono diventati «punti di incontro tra terre e popoli» che vogliono vivere insieme e costruire prosperità.
Il Capo dello Stato ha legato questo percorso anche alla crescita democratica dell’Italia: «Repubblica e autonomie hanno accompagnato lo sviluppo della democrazia italiana in questi decenni». Un rapporto che trova oggi un ulteriore riconoscimento nella recente riforma dello Statuto di autonomia.
Ottant’anni dopo, anche i rapporti tra Italia e Austria raccontano il cambiamento avvenuto. La comune appartenenza all’Unione europea e la cooperazione transfrontaliera hanno consolidato il legame tra i due Paesi. Mattarella ha citato in particolare l’Euroregione Tirolo-Alto Adige/Südtirol-Trentino, indicandola come uno degli esempi concreti di questa collaborazione.
Il modello costruito nel corso dei decenni rappresenta così, nelle parole del Presidente, «un patrimonio condiviso» dell’Italia, dell’Austria e dell’Europa, da continuare a tutelare e sviluppare.
Conclusa la cerimonia di Merano, la giornata di Mattarella proseguirà nel pomeriggio a Trento: il Presidente della Repubblica sarà al Teatro Sociale per le celebrazioni della Giornata dell’Autonomia.



































