TRENTO. «Di fronte alla giusta indignazione per ulteriori anticipazioni di vitalizio evidentemente inaccettabili per le loro dimensioni, vorrei far notare che la maggioranza ha avuto la possibilità di contenerle o perlomeno di intervenire sull'evidente privilegio che rappresenta la possibilità di ottenere il vitalizio a sessant'anni alzando l'età, ma non lo ha fatto». Lo dichiara Alessio Manica, capogruppo del Pd in consiglio provinciale che ricorda che il Pd aveva presentato un emendamento nel novembre scorso in consiglio regionale per alzare l'età, durante la discussione del disegno di legge presentato dal presidente del consiglio Roberto Paccher (Lega), che ha modificato il sistema pensionistico per gli attuali consiglieri.

L'emendamento era stato firmato anche da i consiglieri di Campobase e da Filippo Degasperi (Onda).«La maggioranza - ricorda Manica - ha serenamente bocciato l'emendamento che avevamo presentato per allineare l'età pensionabile degli ex consiglieri con quella introdotta per gli attuali consiglieri che corrisponde a quella prevista dall'Inps. Se l'avesse sostenuto le liquidazioni non sarebbero avvenute al raggiungimento dei sessant'anni e si sarebbero ridotte notevolmente nell'importo in quanto essendo calcolate sull'aspettativa di vita, questa si sarebbe ridotta. Ma la maggioranza ha evidentemente scelto di serrare le fila».

Se fosse stato approvato l'emendamento proposto l'anno scorso per alzare l'età in cui iniziare a ricevere il vitalizio l'ex consigliere Michael Josef Laimer (Svp), che quest'anno, al compimento dei 60 anni, ha ricevuto l'assegno e a ottenere una quota di vitalizio attualizzata di oltre 1,5 milioni di euro, in base alla legge regionale del 2014, e il trentino Walter Viola, che ha ricevuto oltre 275mila euro, avrebbero dovuto attendere altri 7 anni prima di incassare i soldi.

Al compimento dei 60 anni matureranno il diritto al vitalizio anche gli ex consiglieri Alessandro Urzì, ora parlamentare (finché sarà in carica non riceverà i soldi), e l'altoatesino Andreas Pöder.Sono gli ultimi due dei 40 ex consiglieri regionali che in base alla legge regionale del 2012 poi riformata nel 2014 avevano diritto a ricevere un anticipo del vitalizio in contanti oltre all'assegno mensile al compimento dei 60 anni.Dal 2014 ad oggi la Regione ha liquidato vitalizi attualizzati a 29 ex consiglieri regionali per un totale di oltre 20 milioni di euro. Tra questi, in sette hanno ricevuto sul conto cifre superiori al milione di euro e un consigliere addirittura 1,8 milioni di euro. L.P.