TRENTO. Una spedizione punitiva a colpi di pistola in pieno pomeriggio, con almeno una decina di proiettili esplosi contro la Torre 13 di Madonna Bianca. Uno di questi ha attraversato la tapparella di un appartamento e si è conficcato in un armadio, nella stessa stanza in cui una ragazza di 17 anni stava studiando. Nessuno è rimasto ferito, ma quanto accaduto sabato poco dopo le 17 ha sconvolto i residenti del quartiere nella zona sud di Trento.

Leggi anche

Nel mirino ci sarebbe stato un 39enne agli arresti domiciliari, condannato nel 2024 a sette anni di reclusione per rapine ai bancomat, la cui famiglia vive al primo piano del condominio. Secondo quanto ricostruito, davanti alla Torre 13 sarebbe transitato a forte velocità un Suv scuro con due persone a bordo. Dalla vettura sarebbero quindi stati esplosi almeno una decina di colpi diretti verso l'edificio.

Gran parte dei proiettili ha raggiunto la facciata del condominio e un'auto parcheggiata, ma uno ha colpito un'abitazione vicina a quella del 39enne. Il proiettile ha perforato la tapparella ed è entrato nella camera dove in quel momento si trovava la 17enne, finendo la propria corsa dentro un armadio. Un dettaglio che restituisce la pericolosità della sparatoria e che ha aumentato lo sgomento tra gli abitanti della zona. Le indagini sono in corso per ricostruire movente e responsabilità.

Sull'episodio è intervenuto anche il sindaco Franco Ianeselli, che lo ha definito «di violenza gravissima», esprimendo solidarietà ai cittadini che si sono trovati a vivere «momenti di grande paura». Il primo cittadino ha inoltre ringraziato le forze dell'ordine per il tempestivo intervento, auspicando che i responsabili della sparatoria vengano individuati e assicurati alla giustizia.