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TRENTO. L'Ordine degli Psicologi della Provincia Autonoma di Trento esprime forte preoccupazione per il disegno di legge 1735, il cosiddetto 'decreto Valditara', che introduce il consenso informato preventivo dei genitori per le attività scolastiche sui temi dell'affettività e della sessualità, vietandole del tutto nelle scuole dell'infanzia e primarie.
L'Ordine trentino si allinea alla posizione già espressa a livello nazionale dal Cnop (Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi), che ha redatto apposite proposte di emendamento basate sulla letteratura scientifica. Gli psicologi di Trento, in una nota, sottolineano il valore educativo e preventivo dei percorsi affettivo-relazionali per i minori, definendoli 'uno strumento di salute pubblica' fondamentale per intercettare il disagio giovanile e prevenire le sofferenze legate alle criticità relazionali. L'Ordine conferma inoltre la propria partecipazione alla rete istituzionale locale per la promozione di un disegno di legge provinciale contro le discriminazioni di genere.
"L'educazione affettivo-relazionale è un presidio di salute pubblica e uno strumento imprescindibile di tutela dei minori - si legge nel comunicato - Per questa ragione, in virtù delle competenze esclusive in materia di istruzione e ordinamento scolastico garantite dal proprio Statuto Speciale, l'Ordine degli Psicologi auspica che la Provincia Autonoma di Trento eserciti appieno la propria autonomia per compiere scelte indipendenti, valorizzando quanto già si sta facendo nelle nostre scuole di ogni ordine e grado e potenzialmente anche ampliando le occasioni di confronto e di informazione sul tema, mettendo al centro il benessere e la crescita serena di ogni minore".


