TRENTO. Mentre il premier Draghi il 16 aprile scorso giustificava il suo cedimento all'ala più oltranzista della coalizione, quella capitanata da Salvini, parlando di «rischio ragionato» legato alla riapertura delle attività economiche e a una maggiore libertà di movimento, il trentino Stefano Merler, direttore di dipartimento di Fbk grande esperto di modelli matematici e di diffusione del contagio, metteva in allerta i membri del Comitato tecnico scientifico sul rischio di una nuova ondata pandemica legato alle riaperture precoci.

A svelare il retroscena è stato il Fatto Quotidiano nell'edizione ieri in edicola che apre la prima pagina presentando come "documento esclusivo" il report dello studioso trentino. Nella sua audizione al Cts Merler spiegava - a quanto riferisce il giornale diretto da Marco Travaglio - che riaprire entro aprile dopo aver già dato il via libera al rientro a scuola avrebbe potuto portare l'indice Rt sopra a 1 e provocare un alto numero di morti giornaliere. Magari costringendo poi le autorità a fare marcia indietro e richiudere tutto. Mentre aspettare fino ai primi di maggio o meglio ancora fino a metà del mese avrebbe ridotto il rischio e permesso di riprendere facilmente in mano la situazione in caso di "ricadute". L'articolo contrappone i contenuti del report di Merler alle affermazioni del presidente del Consiglio, che proprio quel giorno assicurava che le decisioni di riaprire erano «basate su evidenze scientifiche».

E naturalmente si chiede quali sarebbero queste evidenze visto che la scienza stava affermando il contrario. Interpellato dall'Adige il ricercatore di Fbk ieri ha chiarito che le informazioni trapelate e finite sul giornale di Travaglio erano atti confidenziali. 

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