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Le Officine Lenzi sono chiuse ormai da un mese e non si sa, ancora, quando l’attività produttiva potrà riprendere. Le organizzazioni sindacali ed i lavoratori sono estremamente preoccupati per come si stanno mettendo le cose. Il nuovo consiglio di amministrazione (Sfredda, Delaiti e Calzà) non ha ancora preso in mano la situazione; si sta, in altre parole, guardando intorno. Il dott. Cortelletti, nominato dal tribunale in seguito alla domanda di amministrazione controllata, sta valutando la complessa situazione economico-finanziaria.
Insomma la fabbrica è in uno stato comatoso, sono solo 34 le persone che per un motivo o per l’altro alla mattina timbrano il cartellino, per tutti gli altri, e si tratta di un centinaio di persone, è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria.
Il consiglio di fabbrica e la Flm si sono già incontrati per ben tre volte con il nuovo consiglio di amministrazione, ma finora non sono riusciti a trovare un’intesa minimale sul come uscire dalla difficilissima situazione. Intanto il tempo passa e le possibilità di ripresa per lo stabilimento si fanno sempre più difficili. È inutile nascondersi come in una situazione di mercato quanto mai articolata, tutto risulti più difficile quando si tratta di risalire la china. Sindacati e lavoratori sono - appunto - estremamente preoccupati per la lentezza con cui si stanno affrontando i problemi, ed è fin troppo evidente come ad ogni giorno che passa si accompagni una maggiore preoccupazione per il futuro della fabbrica.
Intanto entro il 15 aprile l’esperto nominato dal tribunale dovrà completare la sua indagine economico-finanziaria, mentre per il 26 aprile è prevista l’assemblea dei creditori. Dagli incontri che le organizzazioni sindacali hanno avuto con il consiglio di amministrazione è emerso come il nuovo gruppo dirigente non abbia ancora predisposto un programma di ripresa e di rilancio, l’unica cosa su cui si è impegnato è la presentazione delle domande per ottenere i benefici delle cassa integrazione straordinaria.
Le organizzazioni sindacali di fronte all’incertezza del consiglio di amministrazione ha chiesto che si possa giocare a bocce ferme. E così entro la settimana dovrebbero essere pagati gli stipendi di febbraio, mentre per quelli di marzo non ci sono prospettive. Il sindacato ha, inoltre, chiesto un anticipo sulla cassa integrazione ma anche qui non c’è nulla di definitivo.
L’ultima richiesta avanzata dai lavoratori ha riguardato l’applicazione della rotazione nell’utilizzo della cassa integrazione. Su questo punto il nuovo consiglio di amministrazione ha lasciato capire che non è d’accordo nel percorrere una simile ipotesi, il sindacato con la rotazione riesce a mantenere gli attuali livelli occupazionali, almeno fino a che il consiglio di amministrazione non dirà che cosa vorrà fare.


