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TRENTO. Oggi, venerdì 2 febbraio, ricorre la «Giornata dei calzini spaiati», giunta alla sua undicesima edizione e istituita grazie all’iniziativa di Sabrina Flapp, docente della scuola primaria di Terzo di Aquileia in Friuli (Udine) che aveva preso ispirazione da personaggi come Patch Adams e Pippi Calzelunghe. Da undici anni dunque tale ricorrenza invita grandi e piccini ad indossare dei calzini diversi, spaiati, colorati e stravaganti quale inno alla diversità e alla solidarietà.
In Italia, nata come gioco («e tale resterà», come ha ribadito più volte Sabrina Flapp) la si festeggia il primo venerdì di febbraio; nei Paesi Anglosassoni, ad esempio, «The odd socks day» ricorre la terza settimana di novembre quale lotta al bullismo e all’esclusione sociale. Anche quest’anno, attraverso i social, la pagina Facebook dedicata all’iniziativa (creando un annesso evento online), ha ricordato il focus dell’appuntamento: «La Giornata dei Calzini Spaiati vuole coinvolgere tutti nello spirito più semplice dell’amicizia e del rispetto degli altri, della condivisione e della specialità di ognuno di noi».
«Tutti uguali, tutti diversi, tutti importanti - hanno aggiunto gli organizzatori - Ora, chi si sente un po’ spaiato come noi, da dove si trova ( lavoro, casa, scuola, vacanza) potrebbe mettere un calzino diverso dall’altro e vivere la giornata così. Fatevi una foto, pubblicatela sulla nostra pagina Facebook, sulla vostra, su Instagram, dove vi piace Menzionateci e scrivete #calzinispaiati2024. Vi aspettiamo con i vostri calzini spaiati. Questa giornata ha il semplice desiderio di raggiungere e raggruppare in un unico grande abbraccio colorato tutte le persone che si sentono un po’ spaiate, come noi».
Vi invitiamo ad aderire (non solo ogni, ma ogni giorno e ogni minuto della vostra vita), affinché nessuno possa vivere sulla propria pelle la sensazione di rifiuto da parte della società da cui proviene, come raccontano le parole di Bruno Tognolini in “Filastrocca dei diversi” (da “Rima rimani”, Salani, 2002):
«Tu non sei come me: tu sei diverso
ma non sentirti perso.
Anch’io sono diverso, siamo in due
se metto le mie mani con le tue
Certe cose so fare io, ed altre tu
e messi insieme sappiamo far di più
Tu non sei come me: sei fortunato
davvero ti son grato
perché non siamo uguali:
vuol dire che tutt’e due siamo speciali»


