PHOTO
LEVICO. Il termalismo trentino sta attraversando una fase di sviluppo, sostenuto dall'azione congiunta dei sei centri convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale: Terme di Comano, Terme di Levico, Terme di Pejo, Terme di Rabbi, Terme Dolomia e Terme Val Rendena - Borgo Salute Caderzone.
L'Associazione Terme del Trentino, nata nel 2016, coordina queste realtà e promuove una visione condivisa. Come spiega Elena Andreolli, consigliere delegato delle Terme di Comano, l'obiettivo è «promuovere un'idea di terme che va oltre la sola dimensione sanitaria tradizionale». Il comparto genera un indotto stimato in oltre 60 milioni di euro, con un moltiplicatore economico pari a 10: ogni euro speso alle terme ne attiva altri nove sul territorio, tra ospitalità, ristorazione e servizi collegati.
Il dato si inserisce in un contesto nazionale in cui i 317 stabilimenti termali italiani rappresentano uno dei segmenti più dinamici del turismo del benessere. All'interno di questo quadro si colloca La Via delle Sorgenti Trentine, il progetto con cui i centri si presentano alla Borsa Internazionale del Turismo attraverso quattro aree tematiche e con la Settimana di Scoperta prevista dal 12 al 19 settembre 2026.
Per comprendere meglio la varietà del sistema, approfondiamo due realtà diverse tra loro: le Terme di Rabbi e le Terme Dolomia di Pozza di Fassa. Terme di Rabbi: crescita e pubblico in evoluzione. Nel 2025 le Terme di Rabbi registrano un aumento del 23% negli accessi totali e del 43% nei nuovi clienti. La composizione del pubblico cambia: crescono le fasce tra i 25 e i 40 anni e tra i 40 e i 65 anni, mentre diminuisce la presenza degli over 65. Aumenta anche la quota di ospiti stranieri, che passa dal 5% al 10%, con arrivi soprattutto da Austria, Paesi Bassi, Germania e Svizzera. Accanto ai dati, resta il riferimento alla tradizione locale e alla specificità della fonte.
La direttrice Lucia Carniglia spiega: «La nostra acqua è acidula, ferruginosa, ricca di magnesio e potassio, con una concentrazione naturale di anidride carbonica che le conferisce la tipica effervescenza. È una composizione a cui vengono associati benefici sia nell'uso inalatorio sia nei bagni, in particolare per la respirazione, la circolazione e il benessere di ossa e articolazioni. Ma per noi il beneficio salutistico è solo una parte dell'offerta: il passaggio alle terme è un momento dentro la scoperta della Val di Rabbi, un territorio che completa l'esperienza».
La presenza della fonte è documentata da secoli. Già nel Seicento Sigismondo Ercole Thun annotava l'intenzione di recarsi a Rabbi «per bevere l'aqua salsa, quale mi ha consiliato il signor medico», segno di un interesse antico.
Terme Dolomia: una struttura piccola con una forte impronta sanitaria.
Un quadro diverso emerge a Terme Dolomia, il centro più piccolo del sistema trentino, attivo a Pozza di Fassa in un contesto turistico molto frequentato. La responsabile Laura Zulian racconta: «Siamo una struttura piccola, con una storia lunga e un'identità molto precisa. L'acqua solfurea e solfato-calcico-magnesica che utilizziamo ha caratteristiche antinfiammatorie note da tempo, e questo ci porta ad avere una forte impronta sanitaria, con trattamenti convenzionati che restano il cuore della nostra attività».
La clientela è per il 90% italiana, con una presenza significativa di residenti delle valli di Fassa e Fiemme. «In inverno arrivano ospiti più giovani, spesso per soggiorni brevi legati allo sci; in estate prevale invece la cura convenzionata, con un'età media più alta», spiega Zulian.
Nel 2025 la parte convenzionata registra una lieve flessione dell'1, 5%, mentre la componente benessere e cosmetica cresce di circa il 10%. La struttura affonda le sue radici nell'Ottocento, quando l'edificio originario ospitava sedici "brente" per i bagni termali.
«La nostra storia è fatta di passaggi complessi: l'alluvione, l'incendio, la chiusura, poi gli studi degli anni Settanta e la rinascita nel 2003. È un percorso che ci ha insegnato a lavorare con continuità e con attenzione al territorio», conclude. Un sistema termale che presenta identità diverse: Rabbi mostra una crescita significativa, Dolomia mantiene una forte vocazione sanitaria, mentre gli altri centri del sistema trentino proseguono con le proprie specializzazioni.
Come sintetizza Elena Andreolli, «il termalismo trentino non è una somma di realtà isolate, ma un sistema che fa rete, valorizza le specificità e propone un modello integrato di salute, territorio ed economia». Il quadro complessivo restituisce un settore in evoluzione, con dinamiche differenti ma inserite in una cornice comune, dove l'acqua termale si intreccia con la storia, il paesaggio e le nuove forme di fruizione del benessere alpino.


