TRENTO. Francesco Moser, 75 anni, racconta uno dei momenti più terrificanti della sua vita. In un'intervista alla Stampa di Torino, il leggendario corridore sostiene con convinzione la proposta di legge sulla sicurezza dei ciclisti del deputato Roberto Pella: «Ho rischiato grosso anche io in Sardegna. Un camion mi ha affiancato in curva e io per evitarlo sono finito in un campo. La nostra legge salverà chi va in bici». Una volta i campioni venivano in Italia ad allenarsi; oggi preferiscono la Spagna o l'Oman. «In Italia le auto ti investono, mentre all'estero si mantengono a distanza maggiore», spiega Moser.


Le misure della legge Pella trovano il suo appoggio: casco obbligatorio, luci posteriori di giorno, massimo dieci ciclisti per gruppo e il divieto di procedere affiancati oltre due. Ma Moser non addossa tutte le colpe agli automobilisti: «Anche i ciclisti hanno responsabilità, non devono pensare di essere i padroni della strada».

Il vero problema? «Bisogna imparare a sopportarsi. Ci sono automobilisti che suonano, insultano, alcuni vanno apposta addosso ai ciclisti».