È sfociata in rissa la polemica sulla scuola materna di Lases che da anni sta dividendo la popolazione e accendendo campanilismi fra le due frazioni. Ieri incidenti si sono verificati fra popolazione e forze dell’ordine per far rispettare un’ordinanza di sgombero del vecchio edificio della scuola materna. Questi i fatti.


L’ordinanza di sgombero del sindaco è stata resa esecutiva ieri mattina alle 8. A quell’ora sono giunti i carabinieri, ma già davanti all’ingresso dell’edificio che ospita al piano terra la scuola materna (peraltro chiusa dal 1985 per insufficiente numero di iscrizioni) si era ammassata una piccola folla: genitori di potenziali utenti, gente che comunque non condivideva la decisione politica di eliminare la scuola materna in quanto - si afferma - il comitato di gestione sarebbe in possesso di 19 domande per il prossimo autunno. Ancora gente che invita ad attendere la sentenza del Tar, altri per questioni di principio, forse anche un pizzico di campanilismo. Insomma un gruppo variegato ma deciso a opporre resistenza passiva.


Si discute per una quarantina di minuti, poi il sindaco invita i tutori dell’ordine a far rispettare la legge, ma quasi nessuno si muove. Allora i carabinieri fanno il loro dovere, cercano di aprire un varco, rimuovendo i renitenti. C’è un po’ di tensione, spingi tu che spingo anch’io, mentre all’indirizzo del sindaco non è che volino aggettivi complimentosi. Nel bailamme un’anziana donna cade a terra, ma si rialza, poi finiscono distese sul terreno altre due persone. Entrambe rimangono contuse e verranno portate all’ospedale con un’autolettiga: uno ricoverato in corsia con prognosi di otto giorni per trauma cranico e l’altro medicato e dimesso per contusioni varie con una prognosi di sette giorni.


Finalmente i carabinieri riescono a creare un corridoio tra il cortile e l’ingresso e comincia l’opera di trasloco dei mobili. Tra fischi e insulti escono all’aperto e vengono caricate sui camion del Comune seggiole e scrivanie. La protesta si esaurisce. Per il momento non risultano denunce all’autorità giudiziaria da parte dei carabinieri. Il procuratore capo della Repubblica dott. Simeoni ha comunque chiesto un rapporto dettagliato sugli incidenti e non è da escludere che poi decida di aprire un’inchiesta.