TRENTO. Persino il sito internet dell’Enciclopedia Italia «Treccani» usa il «caso Pedri» per sintetizzare la spiegazione della parola mobbing.

E’ di alcuni giorni agfa infatti la pubblicazione di un lungo articolo nella sezione «Atlante», dedicata all’approfondimento di una parola nuova o di origine straniera. In sostanza, un piccola dosaggio autorevole meche spiega in questo caso cosa significa «mobbing». E per semplificare fa il caso della giovane ginecologa del Santa Chiara scomparsa.

Scrive la Treccani: «In Italia tanti assistono a un fenomeno inquietante, ma pochissimi ne parlano, perché c’è omertà. Viene definito con un inglesismo: mobbing. Identifica le vessazioni psicologiche subite da singoli lavoratori per iniziativa di colleghi o superiori. Da non confondere con lo stalking o le molestie sessuali sul luogo di lavoro: sia per le modalità diverse; sia perché ‒ al contrario degli ultimi due ‒ il mobbing non è sanzionato esplicitamente da alcuna norma, né penale né civile. In compenso sono nati alcuni neologismi, come il verbo “mobbizzare” (col participio passato, “mobbizzato”). Si usa anche “mobber” per indicare il responsabile delle vessazioni.

Sui media arriva ben poco, a parte casi clamorosi come quello di Sara Pedri, ginecologa scomparsa nel nulla a marzo del 2021 dopo la persecuzione subita, secondo gli inquirenti, nell’Ospedale Santa Chiara di Trento. Quanti sono i mobbizzati? Complice il fatto che tanti casi non vengono ufficializzati a livello giudiziario, sindacale o sanitario, le ricerche sono poche. Secondo un’indagine di Inail, «il 4% della forza lavoro (quindi oggi più di 900.000 lavoratori, ndr) è vittima di mobbing… senza contare il ‘sommerso’, che subisce in silenzio».