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Tutti i possessori di un alloggio provinciale potranno in un prossimo futuro diventare proprietari dell'abitazione in cui abitano. È questo infatti l'orientamento che sta assumendo la giunta provinciale con l'alienazione nel tempo del proprio patrimonio abitativo. Si è riscontrato infatti che in molti casi, soprattutto in quelli ove il patrimonio è molto vecchio, che all'ente pubblico non conviene più detenerne la proprietà con tutti gli impegni connessi con la manutenzione, la riscossione degli affitti, la contabilità e spese varie.
È il caso appunto dei «Casoni» in via Vittorio Veneto a Trento, più comunemente conosciuti come «Vaticano». La costruzione di queste case risale ancora al 1923 con la realizzazione di 9 edifici per un totale di 79 appartamenti. L'iniziativa allora fu dello Stato ad opera dell'Istituto case popolari che le dedicò ad Egisto Bezzi, la popolazione le battezzò però subito «il Vaticano». Più tardi il complesso passò alla Provincia assieme a tutte le abitazioni realizzate nei periodi anteriori all'assunzione della competenza primaria in questo settore, da altri enti pubblici statali.
E di questi giorni la notizia che la giunta provinciale ha deciso la vendita dei Casoni, assieme ad altri immobili, agli assegnatari che li occupano da molti anni. La possibilità di alienare il patrimonio edilizio per particolari motivi – fra i quali la vetustà, che non rende conveniente interventi di manutenzione da parte dell'ente pubblico – è prevista dalla legge provinciale del 6 giugno 1983.
L'articolo 22, infatti, consente alla giunta provinciale di trasferire la proprietà di alloggi pubblici agli assegnatari in presenza di condizioni eccezionali e in particolari situazioni di convenienza per l'ente proprietario. Gli alloggi, messi ora in vendita, sono passati in proprietà alla Provincia sulla base del decreto del presidente della Repubblica nel 1973. Si tratta di alloggi realizzati da enti vari con il contributo dello Stato. Il prezzo di cessione degli alloggi agli occupanti, è quello stabilito al momento della cessione, ridotto dell'importo delle mensilità versate a titolo di affitto e moltiplicate per l'ammontare del canone in vigore alla data della delibera di cessione.
La riduzione del costo, dice la delibera, non potrà essere superiore al 50% del valore venale degli alloggi. Si tratta comunque di importi esigui. Nella propria deliberazione, la giunta provinciale ha affidato all'Itea l'incarico di determinare il valore degli alloggi oggetto della cessione, i singoli contratti di cessione saranno oggetto di provvedimenti successivi.


