TRENTO. Il 7 maggio scorso la direzione dell'ospedale San Camillo di Trento "ha inviato alle organizzazioni sindacali una comunicazione nella quale annunciava unilateralmente la propria decisione - già assunta - di erogare superminimo riassorbibile e fringe benefit al solo personale infermieristico con decorrenza 1° maggio 2026. Non si trattava di una preventiva informazione finalizzata al confronto: era la notifica di una decisione già presa, senza alcuna richiesta di parere, senza apertura di tavolo negoziale, senza alcun rispetto delle procedure previste dalla contrattazione collettiva".

Lo comunicano in una nota unitaria i segretari di CgilFp, CislFp e Uil Fp del Trentino Alberto Bellini, Beppe Pallanch e Giuseppe Varagone. L'adeguamento riguarda soltanto il personale infermieristico, vengono così esclusi da qualsiasi riconoscimento economico tutti gli altri lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura, cioè oss, tecnici di radiologia e gli altri profili tecnici, il personale amministrativo e di supporto, i fisioterapisti e gli altri professionisti della riabilitazione. "Informare i sindacati di ciò che si è già deciso non è contrattazione. Presentarlo ai lavoratori come se le sigle sindacali fossero state coinvolte nel processo è una menzogna che non possiamo accettare", si legge ancora nella nota dei sindacati.

Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Provincia autonoma di Trento di "esercitare con urgenza il proprio ruolo di garanzia. Non è pensabile che la Provincia stanzi risorse pubbliche significative per il privato accreditato e poi si disinteressi di come vengono gestite nei confronti dei lavoratori". La Giunta provinciale ha infatti recentemente deliberato l'acquisto dell'immobile dell'ospedale San Camillo di Trento con una valutazione che ammonta a 25,8 milioni di euro.