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TRENTO. Contratti precari, stipendi bassi e carenza di personale. Sono le criticità denunciate dalle lavoratrici e dai lavoratori della cultura, protagonisti oggi di un presidio nel centro di Trento promosso dalle categorie Fp Cgil, Filcams Cgil, Slc Cgil e Nidil Cgil nell’ambito della mobilitazione nazionale dedicata al settore. La protesta coinvolge operatori di musei, biblioteche, spazi archeologici e teatri, che chiedono il riconoscimento del proprio ruolo e migliori condizioni di lavoro.
Secondo i sindacati, molti addetti possiedono elevati livelli di formazione e competenze specialistiche ma sono impiegati attraverso forme contrattuali precarie o improprie. Una situazione che riguarda dipendenti pubblici, lavoratori in appalto, personale somministrato, collaboratori a chiamata e partite Iva. A unire queste figure sarebbero salari ritenuti insufficienti e scarse prospettive di stabilizzazione. Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre come circa il 70% degli operatori percepisca una retribuzione media inferiore agli 8 euro netti all’ora.
Tra le richieste avanzate vi sono l’introduzione di retribuzioni più adeguate, l’applicazione di contratti coerenti con il settore culturale e il superamento delle forme di esternalizzazione considerate responsabili di disparità di trattamento tra lavoratori che svolgono le stesse mansioni. I sindacati chiedono inoltre percorsi di stabilizzazione per il personale impiegato nei servizi culturali pubblici, dalle biblioteche ai musei, e il rafforzamento della contrattazione collettiva.
Altro tema centrale è quello della sicurezza sul lavoro, con la richiesta di estendere pienamente le tutele previste dalla normativa anche ai lavoratori con contratti atipici o discontinui. Le sigle sindacali puntano inoltre l’attenzione sulla carenza di organici e sul progressivo ricorso agli appalti. Per questo chiedono a Provincia e Comuni un confronto sulle risorse destinate alla cultura, sostenendo che la valorizzazione del patrimonio culturale del Trentino debba passare anche dal riconoscimento professionale ed economico di chi ogni giorno ne garantisce la fruizione.


