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TRENTO. Sono scesi in piazza con i loro trattori, le loro bandiere e anche un paio di asini. Soprattutto, con un’agenda fitta, in cui spiccano dUe temi forti. Uno generale, che investe l’intera agricoltura italiana, l’altro più “locale”, ma non per questo meno sentito.
Da un lato c’è il no, forte e convinto, ai «finti cibi italiani» che invadono gli scaffali dei nostri supermercati, affossando le produzioni nostrane; dall’altra la richiesta di intervenire sul fronte, delicatissimo, dei grandi carnivori, con la convinzione kche il proliferare sulle nostre montagne (e non solo…) di lupi e orsi finirà per dare una mazzata alla zootecnia trentina.
Le bandiere gialle della Coldiretti hanno così invaso piazza Dante, numerose e con un palco eretto proprio di fronte al palazzo della Regione.
«Chiediamo risposte concrete e immediate rispetto alla problematica dei grandi carnivori e dei cinghiali, una minaccia sempre più pressante per i nostri pascoli, ma anche per la sicurezza delle persone, e per l'impatto che questo fenomeno dilagante avrà sugli altri settori economici», ha detto il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, Gianluca Barbacovi, prEsentando la manifestazione.


