Dopo soli undici mesi dallo scudetto la Trentino Volley regala a sé stessa, all'Italia e a tutta la provincia un altro fantastico trofeo. Con due ace di Matey Kaziyski la formazione guidata da Stoytchev ha coronato un sogno chiamato Champions League. L'ultima sfida, quella che vale come le altre undici messe insieme, ha appassionato il pubblico dall'inizio alla fine, svelando il proprio vero volto solo dal secondo set in poi. Il primo, infatti, è sembrato quasi irreale. 


Subito 2-0 con un ace di Kaziyski, poi le battute di Birarelli mettono in croce il cambio palla greco, che finisce nella buca: Smaragdis spara in rete, Nilsson pesta la linea dei tre metri, Winiarski mura Konstantinov e Nilsson sbaglia ancora. Siamo 7-1 e anche se i cinquemila tifosi biancoblù ruggiscono come belve, in campo i loro giocatori sono sulle ginocchia. Sull'11-4 Kaziyski va a segno e Nilsson sbaglia ancora, per un imbarazzante 13-4. Trento viaggia alla velocità della luce verso il successo parziale. In un attimo siamo 25-12 grazie ai muri di Vissotto, Della Lunga e Birarelli.


Da qui in poi comincia un'altra partita. Nel secondo set i ragazzi di Gulinelli cominciano a tirare il servizio con violenza e precisione ed ora è la Trentino Volley a vedersi impallinata. A suonare la carica, mentre le truppe antisommossa della polizia si dispongono intorno al campo di gioco per evitare altri scontri fra ultrà greci e security, sono due ace di Kravarik su Winiarski (2-5). I campioni d'Italia reagiscono grazie ad un ottimo Vissotto (attacco e muro su Konstantinov) e comincia il gioco dell'elastico. La parità, ristabilita da un errore di Vissotto (13-13), dura anche stavolta un lampo, perché lo stesso regista tedesco si porta sulla linea dei nove metri e spara quattro fucilate, che fanno molto male alla ricezione trentina: ace su Kaziyski, attacco di Nilsson, pipe di Akhrem, errore di Vissotto e siamo 14-18. Per reagire la squadra italiana attende il turno al servizio di Kaziyski (due break point), ma è tardi.


Riaperto il match, la squadra greca si tuffa gagliarda nell'arena anche nella terza frazione. E parte bene: subito 1-3 con un muro su Winiarski e un attacco di Nilsson, poi 3-6 con un errore di Vissotto. Fino al 10-12 i tifosi trentini sudano freddo, perché Salonicco difende ogni cosa e rende difficilissima la vita all'avversario. A quel punto l'ago della bilancia si sposta: va in battuta Vissotto e, pur senza tirare fortissimo, fa penare i ricettori greci fino al 26-24 finale.


Sulle ali dell'entusiasmo i ragazzi di Stoytchev cominciano benissimo la quarta frazione: 4-2 con ace di Vissotto e muro di Riad. Trento ha i nervi saldi ed è ben decisa a chiudere in fretta la contesa. A muro alza una maginot (Grbic e doppio Riad per l'8-3), ma non è ancora finita. Salonicco non ha alcuna intenzione di mollare l'osso e basta un attimo per ritrovarla lì attaccata: un errore di Riad, uno di Kaziyski e un cartellino giallo sventolato a Stoytchev portano il punteggio sul 10-9, Nilsson fa 10-10 ed è di nuovo battaglia feroce.

A questo punto Kaziyski sente odore di punti e Vissotto capisce che deve gettarsi nella scia e colpisce due volte (17-12). Finita? Macché. I greci fanno ancora sudare freddo i tifosi gialloblù in «piccionaia». Vissotto trova i punti numero 21 e 22 e sul 23-22 va a battere Kaziyski, che mette a segno due ace consecutivi, il primo su Kostantinov, il secondo su Denison. Campioni d'Europa!