TRENTO. Il post Facebook del consigliere provinciale Alessandro Savoi (che è anche presidente della Lega Trentino) fa scattare una indignazione generale, e diventa un caso nazionale. E lui lo ha rimosso.

Non è bastato: l’aver attaccato Ambrosi e Rossato, passate dalla Lega a Fratelli d’Italia, ha scatenato un putiferio fino a Roma. Con le agenzie di stampa nazionali che citano senza veli il suo epiteto: «le troie restano Troie».

L’assessore provinciale Stefania Segnana si arrampica sugli specchi, e riesce a produrre un comunicato stampa nel quale stigmatizza l fatto senza mai nominare né Savoi né la Lega (che è il suo partito). Ma nemmeno Ambrosi e Rossato. Un capolavoro: «Ci sono scelte che fanno discutere e questo è normale. Ma se la discussione degenera in offesa questo non va bene. Se poi l'offesa degenera ulteriormente nel sessismo, allora non può che esserci il rifiuto categorico».  L'assessore provinciale alla salute e alle pari opportunità, Stefania Segnana affida a queste parole il commento al dibattito legato alle recenti scelte politiche di due colleghe in Consiglio provinciale. «La mia vicinanza a tutti i soggetti protagonisti di questa vicenda - conclude l'assessore- non può far venir meno la mia responsabilità e soprattutto le mie profonde convinzioni che solo un totale rispetto fra i generi può generare una reale parità. Non solo per le donne, ma per tutta la nostra società».

E' il PD trentino a scandalizzarsi per primo: «Inaccettabile il linguaggio utilizzato dal presidente della Lega Salvini Trentino nei confronti della consigliera Rossato. Anche se privo del coraggio di dirlo in maniera diretta, risulta chiaro il suo riferimento a chi oggi ha lasciato il partito. Insulti indegni, ancora più gravi, perché vengono da un rappresentante istituzionale che dovrebbe sapere quanto è pericoloso sdoganare un certo linguaggio nei confronti delle donne. Piena solidarietà alla consigliera Katia Rossato».

Ugo Rossi, di Azione trentino, interviene a gamba tesa: «Anch’io sono stato bersaglio in passato di frasi di dileggio e offese da parte del consigliere Savoi, presidente della Lega trentina, ma a questo livello pensavo non fosse possibile arrivare.  Speravo che le parole scandalosamente offensive nei loro confronti, da lui scritte su un post, fossero non vere.  Invece purtroppo è cosi’. Sono parole irripetibili. Non le ripeto.  Qui le opinioni e le differenze politiche non contano. La Lega governa il Trentino. Il presidente Fugatti intervenga».

Poco fa, anche la presa di posizione del Presidente del Consiglio provinciale, Walter Kaswalder: "Sul più diffuso social media si è registrato oggi un inaccettabile commento a firma di un consigliere provinciale e riferito ai più recenti spostamenti di formazione politica da parte di altri membri dell'assemblea legislativa trentina. Lo sfogo di Alessandro Savoi supera il più elementare limite di rispetto verso le scelte altrui e di continenza delle opinioni, per di più con una deriva di tipo sessista. Nel mio ruolo esprimo solidarietà alle consigliere prese di mira ed esprimo totale dissenso verso questo modo di interpretare il confronto politico" scrive in una nota il presidente in merito alla frase scritta su Facebook dal consigliere provinciale e presidente della Lega del Trentino, Alessandro Savoi, il quale si è rivolto con epiteti offensivi, senza nominarle direttamente, nei confronti di due ex colleghe di partito, passate dalla Lega a Fratelli d'Italia. Il post è stato rimosso dopo la pubblicazione.

Già stamattina, anche Selvaggia Lucarelli, con i suoi trecentomila follower, ha postato un tweet dedicato a Savoi, definendo il suo insulto «degno del partito che rappresenta».