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TRENTO. Torna a salire il costo della vita in Trentino. Ad agosto l’inflazione provinciale ha raggiunto il 3% su base annua, con un’accelerazione di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Il dato, elaborato dall’Ispat, resta inferiore alla media nazionale, che nello stesso periodo si è attestata al 3,4%, ma per Cgil, Cisl e Uil il quadro resta preoccupante soprattutto per le famiglie con redditi fissi.
A pesare maggiormente sono alcune delle spese più difficili da comprimere nel bilancio familiare. Abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili registrano un aumento dell’8,1%, mentre sul fronte dei trasporti il rialzo sfiora il 5%.
Numeri che, secondo i sindacati, rischiano di incidere soprattutto sulle fasce di popolazione che dispongono di minori margini economici. L’aumento dei prezzi si somma infatti, rilevano Cgil, Cisl e Uil, a una crescita contenuta del Pil provinciale e al rialzo dei tassi di interesse, con conseguenze anche sul costo di mutui e prestiti.
Il risultato, secondo i segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher, è una maggiore difficoltà per lavoratori dipendenti e pensionati a mantenere il proprio potere d’acquisto.
«Di fronte a questa situazione, che denunciano ormai da mesi, sconcerta l'immobilismo della Provincia», affermano i tre segretari generali, che contestano alla Giunta provinciale di non aver adeguato secondo loro le principali misure di sostegno al nuovo quadro economico.
Nel mirino finiscono in particolare l’assegno unico provinciale e l’Icef, oltre alle politiche contro il caro energia e il caro carburanti. Cgil, Cisl e Uil chiedono inoltre interventi per incentivare gli investimenti privati sul risparmio energetico e sulla mobilità elettrica.
Tra le questioni considerate più urgenti c'è quella della casa, una delle voci che incidono maggiormente sui bilanci delle famiglie e che, con l'aumento registrato ad agosto, contribuisce in maniera significativa alla crescita del costo della vita.
I sindacati chiedono quindi alla Provincia di aprire un confronto in tempi rapidi sulle misure necessarie per sostenere il potere d’acquisto. «Le risposte di Piazza Dante al carovita non possono limitarsi ad uno sconto sull’abbonamento per il trasporto pubblico locale», sostengono.
Resta poi aperto il tema dei salari. Per Cgil, Cisl e Uil è necessario rilanciare la contrattazione integrativa, così da ridurre la distanza tra l'aumento dei prezzi e quello delle retribuzioni.
Il dato sull’inflazione di agosto restituisce dunque un quadro nel quale, pur con una crescita dei prezzi inferiore a quella nazionale, le voci essenziali del bilancio familiare continuano a registrare aumenti particolarmente rilevanti. Ed è proprio su queste spese, difficilmente evitabili o rinviabili, che si concentra la preoccupazione delle organizzazioni sindacali.


