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TRENTO. In consiglio provinciale a Bolzano hanno costituito una commissione speciale per la riforma delle indennità dei consiglieri provinciale dell'Alto Adige e del loro trattamento previdenziale, materie da sempre disciplinate da una legge regionale che vale sia per i consiglieri trentini che per quelli altoatesini.
Il consigliere bolzanino nonché commissario di Fratelli d'Italia in Trentino, Alessandro Urzì, ha sollevato la questione a livello regionale, nella riunione dei capigruppo, lanciando l'allarme su un ennesimo tentativo di «smembramento della Regione partendo dalle sue basi all'insaputa degli stessi consiglieri regionali del Trentino».
«Avremo - ha messo in guardia Urzì - un consiglio regionale non solo eletto con due leggi elettorali diverse a Trento e Bolzano, ma anche con consiglieri retribuiti in modo diverso. Come dichiarare chiusa la Regione, appunto».
Secondo il consigliere altoatesino di Fratelli d'Italia tutto è cominciato con l'istituzione di una commissione a Bolzano voluta dal gruppo della destra tedesca dei Südtiroler Freiheit di Eva Klotz e alla quale la Svp non si è opposta, che ha come intenzione quella di separare Trento da Bolzano anche per il trattamento economico dei propri consiglieri.
«La volontà a Bolzano - dice Urzì - non è di fare una legge per ridurre le indennità ma per farne anche uno strumento di finanziamento pubblico provinciale (bolzanino) ai partiti, di cui a chiare lettere si è già discusso in commissione senza troppi convenevoli».
Fratelli d'Italia denuncia anche «il silenzio ufficiale sinora di tutte le forze politiche (quasi connivenza) a livello provinciale di Bolzano (da Sinistra ai Cinque Stelle per finire al Pd) di fronte a questa eventualità (sostenuta apertamente da Svp e secessionisti) è stato sinora sconcertante. Tanto più che non sono stati nemmeno informati i consiglieri eletti in Trentino».
Il capogruppo regionale dei Verdi, Riccardo Dello Sbarba, evidenzia che il suo gruppo ha votato contro la commissione voluta da Sven Knoll a livello provinciale, soprattutto per la parte relativa al finanziamento pubblico ai partiti, perché l'ufficio legale della Provincia ha già chiarito che è una materia di competenza esclusiva dello Stato, mentre il partito di Eva Klotz pensava che anche in Alto Adige si potesse applicare una norma analoga a quella in vigore nei vicini Länder austriaci.
Riguardo alle indennità, invece, la riforma costituzionale del 2001 ha previsto che: «I consiglieri sono prima provinciali e poi regionali e tutte le competenze sulla forma di governo, anche gli stipendi dei consiglieri, sono delle Province che possono esercitarle in ogni momento. Se non lo fanno resta la legge regionale».
In effetti, come ricorda Dello Sbarba, la Provincia di Trento lo ha già fatto, dotandosi di una legge elettorale provinciale che ha previsto l'elezione diretta del presidente della Provincia al posto della legge regionale. «Non penso però - conclude il capogruppo dei Verdi - che entro la fine della legislatura si arriverà a una legge provinciale sulle indennità, visto che ora i trentini hanno spalancato gli occhi e il tema sarà discusso anche a livello regionale tra i capigruppo e in commissione regolamento interno».
La capogruppo del Pd, Sara Ferrari, ieri ha chiesto un confronto in una prossima riunione dei capigruppo confermando di non essere stata al corrente dell'iniziativa degli altoatesini né che il consiglio provinciale di Bolzano potesse approvare una sua legge sul tema indennità e vitalizi senza passare dal consiglio regionale. «Questa operazione - sottolinea Ferrari – ha evidentemente un impatto sulla Regione, ne dobbiamo discutere».


