TRENTO. Dopo il blitz stoppato l'altro ieri dalle minoranze, la maggioranza regionale Lega-Svp batte in ritirata e rinvia di un mese la contestata norma che mirava a prorogare fino al 2025 la deroga per l'A22, scaduta nel 2021, all'applicazione della legge regionale che ha recepito la "legge Madia", con cui si è posto un tetto (240.000 euro l'anno lordi onnicomprensivi) ai compensi per gli amministratori delle società pubbliche o controllate dal pubblico, oltre a limitare i Cda a un massimo di 5 membri.

Alla ripresa dei lavori del consiglio regionale, infatti, ieri mattina la maggioranza si è accorta che, come il pomeriggio precedente, le mancava il numero legale. Erano troppi, infatti i consiglieri e assessori Svp-Lega-Patt assenti (compresi il presidente della Regione, Maurizio Fugatti, e il vicepresidente Arno Kompatscher).

E così l'assessore Giorgio Leonardi (Forza Italia) ha annunciato la sospensione della discussione del disegno di legge e il rinvio alla prossima seduta.L'emendamento presentato a sorpresa da Mirko Bisesti (Lega), primo firmatario, e Gert Lanz (Svp), che mira a prorogare la deroga su composizione e compensi del Cda, ha suscitano infatti non pochi mal di pancia tra i consiglieri di maggioranza, oltre ad aver provocato la presentazione da parte di Giorgio Tonini (Pd) di un sub-emendamento, firmato da quasi tutti i gruppi di minoranza, per mantenere almeno il rispetto del limite massimo del compenso a 240,000 euro massimo, pur continuando a derogare sul numero dei membri del Cda (oggi sono 14 invece di 5).

Ma anche tra i consiglieri di opposizione non sono mancati i distinguo e persino all'interno del Pd, dove c'è chi ha visto un rischio - in particolare Luca Zeni con il Pd altoatesino e nazionale - in questo momento nel duro atto d'accusa di Tonini, che da un anno sta lottando contro i mulini a vento, con interrogazioni a Kompatscher e Fugatti e con richieste di accesso agli atti rimaste senza risposta, per sapere perché per gli amministratori dell'Autobrennero non vengono fatti valere i limiti posti per le altre società controllate e non si rendono noti neppure i compensi dei vertici di A22, come si è sempre fatto fino al 2019.

Dietro questo emendamento presentato da Lega-Svp, infatti, c'è anche la partita dell'affidamento della concessione autostradale, attraverso la finanza di progetto. L'assemblea di Autobrennero il 22 novembre scorso ha dato mandato alla società di predisporre il progetto di fattibilità, che il Ministero competente, se lo riterrà d'interesse pubblico, porrà a base di gara.Il problema, di cui si è discusso in relazione a questo emendamento sui compensi, è che se si sostiene che Autobrennero è una società controllata dal pubblico, per le quali appunto vale il tetto posto dalla legge Madia, e non solo una società partecipata, questo potrebbe creare problemi nella trattativa aperta con Roma per ottenere la concessione attraverso un progetto di parternariato pubblico-privato.

La proposta di parternariato, si è però spiegato, si può fare se si è società partecipata e non controllata. Si tratta di sostenere che A22 non è una controllata, benché le quote siano per più dell'80% in mano pubblica. E la Regione, principale azionista, si è procurata pareri legali in tal senso, anche se ci sono tesi opposte. Morale, se si applica la legge Madia, vuol dire che A22 è una controllata e questo potrebbe mettere a rischio la concessione. E questo a dispetto del fatto che la legge regionale del 2016, alla quale si vuole continuare a derogare, aveva recepito la Madia riconoscendo dunque che si applicava anche ad A22 come società controllata. Insomma, è un bel ginepraio, amplificato dal fatto che l'altro ieri in consiglio regionale, pur sollecitato dai capigruppo, il presidente Fugatti si è rifiutato di dare spiegazioni.

Ieri lo ha fatto il capogruppo della Lega, Mirko Bisesti, solo con una breve nota stampa in cui dice che: «Negli ultimi sei anni i compensi degli amministratori dell'A22 sono stati ridotti del 14%. Dal 2017 ad oggi siamo passati da un totale di 520.160 euro a uno di 452.757 euro (dato riferito all'anno 2020), per l'intero Cda composto da 14 membri».

Ma Tonini non transige: «È da un anno che pongo il problema dei compensi di A22 e Fugatti non si degna di rispondere. Qualsiasi eccezione alla regola deve essere motivata. Lo devono spiegare, perché con la deroga "transitoria" ora si vuole arrivare al 2025».