TRENTO. Dopo le mele la raccolta anticipata tocca anche l'uva. È iniziata lunedì in Trentino con più di due settimane di anticipo rispetto alla tradizionale tabella di marcia, la vendemmia per la raccolta delle prime uve di Chardonnay destinate alle basi spumante. Un anticipo record rispetto alle ultime annate, dettato dal caldo eccezionale, da una pioggia «con il contagocce» e dal perdurare di notti tropicali, sopratutto a valle. E tra le preoccupazioni per una qualità a rischio e le speranze di precipitazioni senza grandine o bufere, si fa strada un problema concreto e già impellente: la manodopera durante la settimana di Ferragosto.

Il quadro generale. «Se è vero che da una parte la qualità di frutta è ottima, dall'altra continua a preoccupare la persistenza di temperature elevate». Così il presidente di Coldiretti Trentino-Alto Adige Gianluca Barbacovi in merito all'anticipo della raccolta. «La pianta in generale - spiega - è un po' debilitata e sta soffrendo il caldo, ma il nodo è anche quello dell'acqua. Se sul melo abbiamo infatti quasi la totalità della superficie trentina irrigata, sull'uva la copertura non è totale e lì qualche danno ci potrebbe essere. Su qualche vigneto ci sono già le foglie gialle».

Sulla produzione invece, a differenza della mela (dove si prevede un -9%), permane un clima di fiducia: «Anche se è presto per fare bilanci a livello di quantitativi - spiega Barbacovi - sembra un'annata in linea. La speranza ora è che arrivi il fresco, soprattutto la notte, ma senza maltempo come quello verificatosi a Isera. Fortunatamente al momento, ad eccezione di quella zona, non ci sono stati danni importanti su questo fronte».

L'inizio della raccolta. Tra le cantine ad aver dato il via ieri alla raccolta anticipata c'è anche la Cantina Toblino. «La vendemmia - racconta il direttore Denis Andreis - si presenta in forte anticipo rispetto alla media degli ultimi anni, ma con condizioni complessivamente positive». Ciononostante non mancano le sfide: «La maturazione delle uve - spiega il direttore - non è uniforme e questo rende necessario un lavoro di grande precisione, intervenendo nei diversi vigneti e nelle singole parcelle nel momento più opportuno. L'obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra l'accumulo degli zuccheri, la conservazione di un adeguato patrimonio di acidità e, più in generale, la piena espressione qualitativa delle uve».

E una diretta conseguenza dell'imprevidibilità della maturazione resta quella della manodopera: L'organizzazione della raccolta in questo modo diventa più difficile tanto più nella settimana di Ferragosto dove reperire personale non è cosi semplice». Lo status quo delle piante rimane però il tema principale: «L'aumento delle temperature e la disponibilità dell'acqua nel mese di agosto sarà determinante per quanto riguarda le rese e qualità finale - spiega Andreis - .Al momento cerchiamo lo sbalzo termico che è quello che preserva la parte aromatica e che potrebbe essere compromesso in maniera limitata. Sul fronte quantitativo, le prime stime indicano comunque una produzione trentina sostanzialmente in linea con quella del 2025, con la possibilità di un leggero incremento del 2%».

«In sintesi - chiude Andreis - ci troviamo davanti a una vendemmia con uve che oggi si presentano in buone condizioni sanitarie e con una potenzialità qualitativa interessante. Le quantità sembrano sostanzialmente stabili, ma caldo e disponibilità d'acqua saranno le variabili decisive da qui alla conclusione della raccolta. Sarà una vendemmia da seguire giorno per giorno, con grande attenzione, confronto e capacità di adattamento. La parola d'ordine sarà precisione: raccogliere ogni vigneto e ogni parcella nel momento giusto, attraverso un lavoro condiviso».