TRENTO. “La Giunta Fugatti vuole tenersi le mani libere per usare le risorse pubbliche avanzate dal bilancio dell’anno passato evitando ogni vero confronto con le parti sociali. Volutamente, infatti, si appresta a
portare in Aula una variazione di bilancio con qualche centinaio di
milioni di euro, ma totalmente al buio. Nulla si sa e nulla si saprà
fino all’ultimo momento. È un atteggiamento inaccettabile che azzera il
confronto nelle commissioni consiliari e con le parti sociali. Di fatto
l’Esecutivo pretende di gestire in “privato” risorse che ricordiamo sono
pubbliche e che in gran parte arrivano dalle tasse pagate dai lavoratori
dipendenti e dai pensionati”.

Cgil, Cisl e Uil non nascondono amarezza e sconcerto “per l’ennesimo
trucchetto della Giunta provinciale che alla vigilia dell’esame della
variazione di bilancio di fatto ha depositato un testo vuoto”.

“Nessuna indicazione precisa – scrivono i sindacati - di risorse disponibili, nessuna quantificazione dell’avanzo di amministrazione e nessuna chiarezza su dove destinare queste centinaia di milioni di euro. Ci invitano a confrontarci sul nulla. Questa non è concertazione, è una presa in giro. Eppure sappiamo che la manovra, quella che di fatto anticipa l’assestamento di bilancio con cui si chiuderà questa legislatura, avrà un impatto importante”.

“L’avanzo sarà con molta probabilità in linea con quello dello scorso
anno, cioè 348 milioni di euro. Sembra che, alla vigilia delle elezioni
provinciali, vogliano agire indisturbati, quando invece servirebbe un
vero confronto sulle priorità di spesa per il bene della comunità”,
denunciano i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e
Walter Alotti
che proprio per questo ieri hanno comunque inviato un
documento alla Prima Commissione con le priorità delle parti sociali.

Proprio sulla politica dei redditi e il sostegno alle famiglie si
concentrano le richieste sindacali. Cgil, Cisl e Uil chiedono di adeguare
in modo strutturale le misure di welfare provinciale all’inflazione con
un aumento delle provvidenze in linea con l’aumento medio dei prezzi
(+8%). E visto che nelle casse provinciali resterà poco meno della metà
dei 45 milioni di euro stanziati per il bonus energia di 180 euro, per i
sindacati le risorse rimanenti vanno destinate a sostegno dei nuclei più
in difficoltà “con una misura equa ed efficace ancorata all’Icef”.

Ancora l’esenzione dell’addizionale Irpef per i redditi fino a 25mila
euro
. “La scelta è chiara: o si conferma l’esenzione per il 2023 oppure
la Giunta alzerà le tasse ai più poveri”. Inoltre, i sindacati chiedono
risorse per il rinnovo dei contratti pubblici ed investimenti sulle
politiche abitative per la ristrutturazione dei mille alloggi vuoti di
Itea e il potenziamento delle risorse del fondo affitti.

Dunque il tema delle politiche del lavoro. I sindacati puntano il dito
“contro il totale immobilismo dell’Esecutivo sull’attuazione di quanto
emerso dagli Stati generali del Lavoro”.

“Sono urgenti misure per ridurre la precarietà del lavoro giovanile, per incentivare l’occupazione femminile, per favorire l’incontro tra domanda e offerta. Di tutto questo non c’è traccia e poco o nulla si muove anche sul fronte del potenziamento degli organici di Agenzia del Lavoro”. Più ispettori si
chiedono anche per rafforzare prevenzione e controlli per la sicurezza
sul lavoro”.

”Politiche industriali più selettive e indirizzate su sostenibilità e
transizione ecologica sono le richieste che Cgil Cisl Uil avanzano per
sostenere lo sviluppo economico locale, rafforzare la competitività e la
produttività del sistema trentino. Servono interventi urgenti
sull’efficientamento energetico del patrimonio pubblico e privato, per
contrastare la siccità sbloccando le risorse dell’Autonomia per
efficientare le infrastrutture idriche e ridurre il consumo di acqua”.

Infine la sanità: Cgil, Cisl e Uil chiedono un piano straordinario per il potenziamento della sanità pubblica che dia risposte in termini di organici, territorialità, accesso alle cure e potenziamento dei servizi socio-sanitari e assistenziali. “Per contrastare la strisciante privatizzazione della sanità trentina, servono risorse ingenti e subito per potenziare i servizi, abbattendo le liste d’attesa e qualificando l’assistenza domiciliare in particolare
per gli anziani”.