TRENTO. Tanti i temi discussi alla riunione della giunta dell'Associazione ristoratori del Trentino, aderente a Confcommercio Trentino, con l’assessore provinciale Failoni: dalla carenza di manodopera ai bandi di finanziamento per le imprese: il settore della ricettività, tra i più colpiti dalla pandemia, costituisce una componente essenziale dell'economia italiana e trentina. E all'interno di essa, la ristorazione ha un ruolo capitale: «La spesa turistica per i servizi della sola ristorazione - ha ricordato Marco Fontanari, presidente dell'Associazione - in pre-pandemia valeva 18,5 miliardi di euro (8,4 miliardi è la quota del turismo straniero) e attiva un valore aggiunto di 7 miliardi».

«Le imprese del turismo - ha continuato Fontanari - si trovano a dover affrontare, oltre gli effetti della pandemia da Covid-19, un'ulteriore emergenza riguardante la mancanza di personale. Il 2021, infatti, è stato l'anno più difficile nella ricerca e gestione dei dipendenti. Tante sono le cause di tale carenza: il personale di bar e ristoranti non è una risorsa facilmente reperibile nel mercato del lavoro». Da qui la richiesta dell'Associazione di sbloccare il "decreto flussi", per consentire ai lavoratori stranieri di operare in Trentino come nelle passate stagioni.

Correlata a questa, anche la richiesta di riconoscere i vaccini Sputnik, Sinovac e Sinopharm come validi per ottenere il green pass.

Su questo tema, l'assessore Roberto Failoni ha rimarcato di aver sollecitato un intervento a livello nazionale.

Fontanari ha ringraziato l'Assessore per aver allungato i piani di rientro dei mutui stipulati dalle aziende danneggiate dalla pandemia e per i contributi provinciali che si sono aggiunti al Decreto Sostegno nazionale. Failoni ha preannunciato che entro il 19 novembre arriverà l'ulteriore aiuto della Misura Fondo Montagna per le imprese turistiche della montagna e ha ribadito l'impegno di esaminare un possibile esonero dal pagamento dell'Imis per le attività della ristorazione e pubblici esercizi. Infine Fontanari ha ricordato l'importanza di includere il settore della ristorazione, «componente nevralgica dell'attrattività del nostro Paese» all'interno della vasta platea che potrà beneficiare del credito d'imposta dell'80% previsto dalla bozza del decreto per l'attuazione del Pnrr.