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TRENTO. Da quasi un mese la ragazza, che frequenta le superiori, è stata accolta assieme ai suoi due fratellini in una casa protetta. Ai genitori è stato posto il divieto di vedere e di comunicare con i figli: mamma e papà non possono avvicinarsi ai tre minori. La misura cautelare è scattata a seguito della segnalazione in procura di un caso di maltrattamenti in famiglia, emerso anche "grazie" all'Intelligenza artificiale.
È stata la adolescente a interpellare l'Ai: «I miei genitori sono troppo duri con me: cosa devo fare?». La risposta è stata istantanea: «bisogna registrare le conversazioni, fare le fotografie e denunciare l'accaduto» è apparso sullo schermo. E la ragazza ha seguito i consigli dell'algoritmo. Si è poi sfogata al centro diurno che frequenta, ne ha parlato con lo psicologo a scuola, ha mostrato le immagini di lividi alle gambe. Subito si è attivata la "rete" di protezione: lei ed i fratelli sono stati accompagnati in una struttura per minori, allontanati prudenzialmente dalla casa familiare. Si tratta di una misura che ha lo scopo di proteggere le presunte vittime fino alla conclusione degli accertamenti, dunque di un provvedimento preso nell'interesse dei minori dopo il racconto della adolescente.
La ragazza ha spiegato che mamma e papà sono troppo severi con lei, obbligandola a mettere in ordine la sua stanza, a impegnarsi nello studio, ad aiutare in famiglia. Ha mostrato le immagini dei lividi alle gambe: «Sono stata colpita con una cinghia» ha detto, spiegando che si sarebbe comunque trattato di un episodio isolato. Ma poi c'è stata anche la volta in cui è stata presa per i capelli e che, per una discussione su un brutto voto a scuola, è andata a letto senza cena. Per la procura di Trento, gli elementi forniti dalla ragazza sono stati tali da determinare l'allontanamento immediato dei minori dalla casa familiare.
I genitori, raggiunti dalla misura del divieto di avvicinamento, non hanno nascosto la loro disperazione: sono consci di applicare un metodo educativo rigido (il papà lavora e la mamma si occupa per scelta della famiglia e segue i figli, accompagnandoli nelle attività di studio e sportive), ma non pensavano che quelli che sembravano banali "attriti" con la figlia maggiore dovuti ad una età ribelle si potessero trasformare in un'accusa per maltrattamenti. Sono pronti a mettersi in discussione pur di riabbracciare i figli. La sorella e i due fratellini, seguiti da un curatore speciale, sono sereni e continuano a frequentare la scuola.
I due più piccoli, come si può immaginare, hanno nostalgia della mamma. Sono stati sentiti con la formula dell'incidente probatorio ed ora, per cristallizzare la situazione, si attende la relazione della psicologa e dei servizi sociali. Anche la procura dei minori ha aperto un fascicolo. Data la disponibilità dei genitori ad una riflessione sul metodo educativo e ad un cambiamento, non è esclusa l'attivazione a breve di uno spazio neutro in cui la famiglia possa rivedersi dopo settimane di separazione coatta.


