TRENTO. Un nuovo protocollo per la sicurezza del personale sanitario è stato siglato oggi, 3 giugno, dal presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e dal Commissario del Governo Petronzi, segnando un passo importante nella lotta contro le aggressioni agli operatori dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari (APSS).


Le misure previste dall'accordo introducono il prolungamento degli orari del servizio di polizia e, soprattutto, la vigilanza attiva 24 ore su 24 tramite guardie giurate all'interno dei Pronto Soccorso di Trento e Rovereto, le strutture più esposte al rischio di episodi violenti contro medici e infermieri.


L'iniziativa arriva in risposta a un fenomeno purtroppo in crescita: le aggressioni al personale sanitario, che hanno raggiunto livelli preoccupanti negli ultimi anni, mettendo a rischio non solo la sicurezza degli operatori ma anche la qualità dell'assistenza ai pazienti.


Nursing Up Trento, il sindacato degli infermieri, ha accolto con favore il nuovo protocollo attraverso una nota del segretario provinciale Cesare Hoffer, pur sottolineando la necessità di estendere le misure di sicurezza anche alle strutture periferiche dell'azienda sanitaria, anch'esse soggette alla problematica delle aggressioni.


Il sindacato chiede inoltre un potenziamento del personale infermieristico e di supporto nei servizi a maggior rischio, insieme a una maggiore formazione e implementazione delle attività di prevenzione, che dovranno coinvolgere in maniera sinergica tutte le istituzioni competenti.


Secondo Nursing Up, il nuovo protocollo dovrà favorire la cooperazione tra tutte le figure coinvolte sul campo e garantire, in caso di necessità, un tempestivo intervento a tutela dei professionisti sanitari e degli operatori. Il protocollo rappresenta un primo importante tassello nella strategia di protezione del personale sanitario, ma secondo i sindacati sarà necessario valutare nel dettaglio il testo sottoscritto per verificare l'efficacia concreta delle misure previste e la loro reale capacità di contrastare un fenomeno che mina alla base il diritto alla sicurezza sul lavoro negli ospedali trentini.