TRENTO. Dopo i momenti di tensione di eiri sera a Trento, ogggi nel capoluogo e in altre città si svolgono le cerimonie ufficiali per il Giorno, dedicato alla memoria della tragedia delle vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della vicenda del confine orientale”. 

A Trento alle 16, in largo Pigarelli, sarà deposta una corona alla lapide, alla presenza delle autorità locali e di una delegazione in rappresentanza degli esuli giuliano-fiumano-dalmati.

Alle 17 la cerimonia ufficiale a palazzo Geremia, con l'intervento del sindaco Franco Ianeselli, del presidente della Provincia Maurizio Fugatti, del viceprefetto Massimo Di Donato, di Roberto De Bernardis, presidente dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia, e di Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo storico.

In programma anche la consegna dei riconoscimenti concessi dal presidente della Repubblica ai nipoti di Erminio Girardelli, vittima delle foibe, Gabriele, Maurizio, Nicoletta e Chiara.

A Rovereto e ad Arco le cerimonie si sono svolte questa mattina, alla presenza fra gli altri del sindaco del cpaoluogo della Vallagarina, Francesco Valduga, e di Alessandro Betta primo cittadino della cittadina altogardesana, dove la memoria passa anche per una pianta messa a dimora stamattina. Nel giardino della Pace (foto), infatti, è stata messa a dimora una ginestra, a ricordo degli esuli che in questa zona trovarono la terra per ricostruire le prioprie vite.

Ieri sera, 9 febbraio, momenti di tensione per l'iniziativa di ricordo delle vittime delle foibe organizzata nella sera di ieri dagli estremisti di destra di Casapound in largo Pigarelli, a Trento, e una manifestazione degli anarchici in piazza Venezia. La massiccia presenza delle forze dell'ordine ha impedito lo scontro diretto tra gli esponenti di Casapound, che hanno cercato di forzare il cordone di sicurezza, e gli anarchici.

QUesti ultimi esponevano gli striscioni visti nei giorni scorsi pe rla liberazione dell'anarchico Alfredo Cospito, detenuto a Milano, e più in generale per l'abolizione del regime carcerario di isolamento 41bis.