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TRENTO. Chiesto il giudizio immediato per il medico dell'Azienda sanitaria trentina indagato per violenza sessuale a seguito di una denuncia di una operatrice sociosanitaria che ha accusato il professionista di molestie sul luogo di lavoro. L'uomo, sospeso in via cautelare per un mese dall'Azienda sanitaria trentina per cui lavora, era stato poi stato poi sospeso per un anno dall'esercizio del pubblico ufficio.
La misura cautelare interdittiva era stata emessa dal Gip a fine luglio ritenendo la versione della donna attendibile e soprattutto elevato il rischio di una reiterazione del reato ai danni di altre colleghe. Il medico, 58 anni, che ha lavorato in vari ambiti, dal 118 al servizio sul territorio, è accusato da una Oss di apprezzamenti a sfondo sessuale ma non solo. In un caso, quello che ha spinto la donna a sporgere denuncia, l'uomo l'avrebbe palpeggiata pronunciando commenti espliciti nei suoi confronti.
La vittima avrebbe raccontato che l'uomo le avrebbe messo le mani sul sedere e si sarebbe strusciata. All'episodio non aveva assistito nessuno, ma turbata la dipendente si era subito confidata con le colleghe e poi anche con i dirigenti dell'Azienda sanitaria. Il medico ha sempre negato tutto sostenendo che il giorno in cui la donna ha denunciato il palpeggiamento lui non era al lavoro bensì in ferie.
In realtà nella denuncia presentata in questura la richiesta di aiuto alle autorità è arrivata dopo una serie di eventi che - a dire della donna - si protraevano da mesi. Il professionista avrebbe approfittato dalla sua posizione di superiore costringendola a subire attenzioni a sfondo sessuali, allusioni, doppi sensi poco gradi. Le circostanze emerse in denuncia sarebbero state confermate dal personale sanitario sentito nel corso delle indagini.
Un atteggiamento sessista sopportato dalla denunciante per il quieto vivere, per il fatto che comunque quel lavoro le serviva. Fino all'episodio ritenuto inaccettabile, lesivo della dignità personale, una violenza vera proprio sul luogo di lavoro.Il dibattito è stato fissato per il mese di febbraio con rito immediato. Il pm lo ha richiesto (con questo rito speciale si salta l'udienza preliminare) ritenendo evidentemente di avere in mano elementi probatori sufficientemente chiari.


