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TRENTO. Duro intervento unitario di Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl contro le recenti disposizioni interne della Fondazione Edmund Mach (FEM) sul lavoro agile. I sindacati contestano in particolare la decisione di ridurre, a partire dal 2026, lo smart working a un solo giorno alla settimana, con deroghe limitate, giudicando la scelta un passo indietro rispetto agli accordi e alle linee indicate a livello provinciale.
Pur accogliendo positivamente le parole dell’assessore provinciale Achille Spinelli, che ha definito il lavoro agile una risorsa e il frutto di una visione moderna della produttività, i segretari generali Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Andrea Bassetti sottolineano come proprio la FEM, realtà centrale per la ricerca in Trentino, stia andando in direzione opposta. Secondo i sindacati, la nuova impostazione non solo disattende le intese esistenti, ma introduce rigidità prive di motivazioni oggettive.
«È paradossale – affermano – che in un settore d’avanguardia come quello della ricerca, orientato per natura a obiettivi e risultati, si scelga una strada così rigida». Una decisione che, a loro giudizio, crea difficoltà organizzative inutili e contraddice sia le indicazioni provinciali sia l’evoluzione del mondo del lavoro, incidendo negativamente sulle condizioni dei lavoratori.
La presa di posizione si estende anche al tema della governance futura della Fondazione Edmund Mach. I sindacati attendono chiarimenti sulla conferma degli attuali vertici e sugli indirizzi che verranno adottati su altre questioni ancora aperte. «Questo atto unilaterale – concludono – rappresenta un pessimo segnale per le relazioni sindacali e per la gestione di un ente strategico per il Trentino. Ci aspettiamo un confronto reale e il rispetto degli accordi: non accetteremo passi indietro».


