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TRENTO. A quindici anni dall’avvio dell’Euregio, il futuro della collaborazione tra Trentino, Alto Adige e Tirolo è arrivato questa mattina in Consiglio provinciale. A sollevare il tema è stata Lucia Maestri (Pd), che ha chiesto alla Giunta quale prospettiva intenda dare al progetto e quale possa essere la sua evoluzione sul piano politico e sovraregionale.
La risposta della Provincia parte dal percorso istituzionale già compiuto. Nel 2021 lo statuto dell’Euregio è stato riformato, con l’ampliamento dell’Assemblea, l’apertura delle sedi di Trento e Innsbruck, l’istituzione del Consiglio dei Comuni come organo consultivo e l’introduzione di una Giunta specializzata per seguire i progetti di maggiore rilevanza.
Il percorso, ha spiegato la Giunta, è proseguito con una nuova modifica dell’articolo 6 dello statuto, che permetterà di coinvolgere nel Consiglio dei Comuni anche realtà esterne all’attuale territorio dell’Euregio quando siano presenti significativi legami storici e culturali. Un'apertura che potrebbe riguardare anche comunità e minoranze con una dimensione transfrontaliera, come quella ladina.
Parallelamente si punta a un coordinamento più stretto con il Dreier Landtag, con l'obiettivo di evitare sovrapposizioni e rendere più efficaci le progettualità condivise.
Ma per Maestri la questione non è soltanto organizzativa. Nella replica ha sottolineato che l’Euregio non dovrebbe limitarsi a essere una struttura istituzionale, ma diventare un luogo nel quale assumere scelte politiche comuni, citando temi come termovalorizzatore, acqua e crisi climatica.


