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TRENTO. Avete avuto caldo negli ultimi giorni? Bene, sappiate che la «vera» ondata di calore a quanto pare deve ancora ingranare. Le stazioni di Meteotrentino hanno toccato i +35, 7° a Rovereto e +34, 2° a Trento Roncafort. Lo zero termico? Già alle stelle, sui 4200 metri con tanto di massima «monstre» in Marmolada di +9,3° alla stazione Arpav di Punta Rocca.
Ma veniamo ora alle previsioni. Lunedì molto soleggiato e caldo, non escluso qualche locale temporale al pomeriggio in montagna. Temperature ancora elevate a tutte le quote. Venti da deboli a moderati da nord in quota. Martedì, mercoledì e giovedì ancora molto soleggiato e caldo».
Le temperature, per il modello meteorologico europeo, toccheranno i massimi con due fasi distinte: il primo entro martedì, con lo zero termico a 4200, poi, dopo una flessione quasi impercettibile mercoledì e giovedì, si risalirà con gli 0° a 4500 metri fra venerdì 26 (serata dei fuochi di San Vigilio che si preannuncia quindi davvero calda) e sabato 27.
In molti già si chiedono quando finirà: ci sono buone possibilità di un calo termico nel passaggio fra giugno e luglio, attorno a martedì 30 e mercoledì 1, anche se è impossibile per ora avere più dettagli, ad esempio, sul rischio di temporali forti.
Dopo l'ondata da record di fine maggio (con il primato di giornate oltre i 30° a Trento) eccoci quindi alla seconda onda di calore: andrà molto peggio in Francia, dove si attendono entro domani massime di 40°/42°. Attribuire il fenomeno al riscaldamento globale non è automatico, ma per chi mastica un po' di statistica avere una frequenza di ondate di caldo così alta rispetto al recente passato, se le condizioni fossero immutate, avrebbe una probabilità che rasenta lo zero. Le temperature francesi toccheranno infatti la quinta deviazione standard: detto in altre parole, in un clima non alterato ci sarebbe solo una possibilità su 1.7 milioni di toccare simili temperature.
Che qualcosa sia cambiato è palese. Per la percezione del caldo, comunque, come noto conta anche l'umidità. E come sarà a Trento? Il venticello secco da nord dovrebbe aiutare fino a mercoledì. Per i più curiosi (o preoccupati) il parametro che si usa per stimare il reale disagio fisico è la temperatura di bulbo umido, cioè la temperatura che l'aria a contatto con la pelle può raggiungere raffreddandosi con l'evaporazione del sudore fino a diventare satura.
Entro la fine della prossima settimana ci si arriverà con temperature del termometro di 37°/38° in città e afa forte da giovedì 25. Proprio sul tema della calura, nei giorni scorsi, Greenpeace ha pubblicato il report «L'estate che scotta» incentrato sulle isole di calore nelle città italiane in tempi di cambiamento climatico. A rischio sono «bambini, anziani e persone senza dimora» scrive l'Ong, e a sorpresa Trento si classifica terza in Italia per l'intensità della propria isola di calore. Ma il dato non deve spaventare: in realtà Trento risulta il più fresco fra i capoluoghi regionali per le temperature al suolo (ben dietro a città come Roma, Torino o Cagliari) ma semplicemente ha una isola di calore cittadina intensa rispetto al territorio circostante, la terza in Italia appunto dietro a Torino e l'Aquila. Fra le cause, la cementificazione (basti pensare che solo a Spini di Gardolo, negli ultimi 2 anni, sono stati urbanizzati ex novo 12 ettari, pari a 17 campi da calcio) e la particolare posizione della città, densa di edificato ma incassata in una valle stretta. Sul tema ha lavorato anche il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell'Università di Trento che pubblica ogni giorno sul sito Meteo Unitn le temperature delle isole di calore urbane di Trento e Rovereto.


