TRENTO. Gli interventi diurni sono cresciuti di quasi il 45%, mentre quelli notturni sono quintuplicati. In Trentino le emergenze si gestiscono sempre più spesso grazie all'impiego degli elicotteri del nucleo dei vigili del fuoco permanenti. A confermarlo sono i numeri che, dopo essere stati presentati poco meno di un mese fa nel consuntivo dell'attività 2025 del nucleo, sono stati forniti dal presidente Maurizio Fugatti in risposta a un'interrogazione presentata da Francesco Valduga.

Nel 2025 gli interventi sono stati 2.755, contro i 2.056 del 2013. Tra questi, quelli notturni sono stati 646, a fronte dei 186 registrati dodici anni prima.

Le ore di volo sono state complessivamente 1.215, per una spesa di circa 2 milioni e 67 mila euro, calcolata sulla base di un costo medio di esercizio di 1.700 euro all'ora.

Risorse che, secondo il presidente Fugatti, rappresentano un investimento imprescindibile per garantire la qualità del servizio sanitario di emergenza in Trentino. La Provincia intende infatti potenziare in modo deciso la rete dell'elisoccorso, dotando il nucleo di via Lidorno di un elicottero in più: la flotta passerebbe così da tre a quattro mezzi, con l'obiettivo di avere sempre tre velivoli in servizio durante il giorno e uno durante la notte.

Il piano prevede anche la creazione di due nuove basi operative, oltre a quella di Mattarello: una nel Trentino orientale e una nel Trentino occidentale.

Un progetto già sperimentato in parte nei mesi scorsi, con l'elicottero stabilmente posizionato sulla piazzola dell'ospedale di Cavalese. Una sorta di prova sul campo per valutare costi e benefici della distribuzione sul territorio dei mezzi e del personale necessario al loro impiego.

L'obiettivo è ridurre i tempi di soccorso in ogni zona del Trentino. Attualmente, il tempo medio necessario per raggiungere un paziente oscilla tra i 18 e i 20 minuti. Con il nuovo assetto, la Provincia punta a intervenire su qualsiasi punto del territorio entro 10 minuti dall'attivazione dell'equipaggio.

I dati distinguono tra interventi primari, cioè i soccorsi in emergenza, e secondari, relativi ai trasferimenti sanitari. Nel 2025 gli interventi primari sono stati 2.157, di cui 434 notturni, contro i 1.516 del 2013.

Gli interventi secondari, che comprendono il trasferimento dei pazienti dagli ospedali di valle al Santa Chiara di Trento o verso altre strutture, anche fuori provincia, sono stati invece 598, di cui 212 notturni. Nel 2013 erano stati 540.

Il confronto tra i due periodi evidenzia quindi una sostanziale stabilità dei trasferimenti sanitari, mentre la crescita più significativa riguarda proprio gli interventi di emergenza, a conferma del ruolo sempre più centrale dell'elisoccorso nella gestione delle situazioni più urgenti.